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Gravina: per Sconcerti il titolo di Direttore Tecnico di Coverciano

Gravina: per Sconcerti il titolo di Direttore Tecnico di Coverciano - immagine 1
Per l'ultimo saluto al noto giornalista erano presenti amici, parenti, colleghi ed autorità

Redazione VN

Sul Corriere dello Sport oggi la dedica a Mario Sconcerti, noto giornalista sportivo scomparso sabato scorso ed ai cui funerali si sono presentati moltissimi personaggi del mondo dello sport e non solo.

Oltre ad un toccante ricordo scritto dal giornalista Alberto Polverosi, il quotidiano riporta le parole del Presidente del CONI Giovanni Malagò, il quale definisce Sconcerti «fuoriclasse dei giornalisti», affermando poi «troveremo qualcosa che renda eterno il suo esempio. Studieremo una forma di premio, magari una borsa di studio per i giovani giornalisti». Non solo. Il giornale scrive che nella Sala Protomoteca del Campidoglio (lo stesso luogo adibito a camera ardente per il ricordo di Sinisa Mihajlovic) amici, parenti, colleghi e autorità hanno voluto dedicargli un pensiero. L'ex presidente Franco Carraro e il numero uno della Figc Gabriele Gravina si sono presentati con gli occhi lucidi. Gravina ha ribadito, inoltre, la volontà di assegnare a Sconcerti il titolo di direttore tecnico di Coverciano. Era accaduto solamente per altri due giornalisti, Vittorio Pozzo (il Ct due volte campione del mondo) e Giorgio Tosatti. «Lo riteniamo doveroso» ha dichiarato Gravina. Per Sconcerti c'è stato anche il ricordo dell'ex Presidente Federale Giancarlo Abete e dell'ex allenatore della Fiorentina Claudio Ranieri. «Sconcerti c'è sempre stato in tutta la mia carriera - ha ricordato Giancarlo Abete, oggi alla guida della Lega Dilettanti - insieme a Tosatti lui è sempre stata la persona più attenta e sensibile, di grande qualità non solo nel modo di scrivere ma anche per i contenuti che facevano ragionare. Era una persona libera». «Mi mancherà - le parole di Claudio Ranieri - quando succede così all'improvviso non sai cosa fare. Oggi ricordo con piacere anche quei simpatici scontri di lavoro che spesso ci vedevano protagonisti».

 

 

Mario Sconcerti
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