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Corriere dello Sport

Fuori Biraghi e Quarta: la scintilla che ha salvato la Fiorentina

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Palladino a inizio secondo tempo cambia la Fiorentina e con essa anche la partita
Redazione VN

La logica del calcio segue regole naturali: un numero 10 di classe, capace di toccare il pallone con delicatezza o forza, che sa correre e danzare sul campo, può cambiare le sorti di una partita, dando fiducia e portando alla vittoria, se ben inserito nel modulo di gioco. È quello che è successo ai viola nella ripresa, quando hanno trovato un gioco più fluido, coraggio sulle fasce e la prima vittoria al Franchi. Ogni azione aveva il marchio di Gudmundsson. È stato decisivo quasi subito: gli sono bastati 2 minuti per procurarsi e trasformare il rigore che ha riaperto la partita. Il rigore del 2-1 (al 90') è nato invece da un'azione sulla destra, con Dodo bravo a mettere in difficoltà un esausto Tavares.

Tutti i gol sono arrivati da calci piazzati: Tavares ha battuto la punizione che ha portato al gol di Gila, il primo in Serie A (assist di Comuzzo). La Lazio, impaurita dai soliti fantasmi, è stata raggiunta a inizio secondo tempo. E, poco prima del secondo rigore, aveva quasi trovato il raddoppio con una traversa colpita da Guendouzi su calcio d'angolo (41' st). La partita, senza respiro, ha visto la Lazio chiudere con 20 tiri a 14 (6-5 nello specchio), 10 corner a 3 e 7 cartellini gialli. La sensazione era che qualcosa di decisivo potesse accadere in ogni momento.


Palladino aveva iniziato con una difesa a tre composta da M.Quarta, Comuzzo e Biraghi. Cataldi e Mandragora erano i mediani, mentre Colpani e Bove agivano tra le linee, dietro Kean, il più pericoloso nel primo tempo. L'ex Monza aveva sfiorato il gol, negato solo da un prodigioso intervento di Provedel, che ha deviato il pallone sul palo. Baroni aveva schierato Castrovilli come mediano e Noslin come centravanti, ma l'ex viola è stato fischiato al cambio, mentre Noslin ha giocato una partita anonima. La Lazio aveva trovato slancio con Lazzari e Isaksen sulla destra, pronti a tagliare verso il centro per liberare il terzino. De Gea aveva salvato la porta su Zaccagni, Gila e Dia prima di subire il gol. Isaksen ha messo in difficoltà Biraghi e Gosens, costringendo Palladino a cambiare. Fuori Biraghi e M.Quarta: è stata la scintilla che ha cambiato tutto. Lo riporta il Corriere dello Sport.

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