Fiorentina, il progetto non si vede. E ora il ritiro per riordinare le idee

Il commento all’ennesima prova sottotono della squadra di Prandelli

di Redazione VN

Questa mattina su Repubblica troviamo il commento alla giornata vissuta dalla Fiorentina, ieri battuta 3-0 dall’Atalanta. Il quotidiano propone un raffronto fra i nerazzurri – che non solo possiedono un centro sportivo all’avanguardia, uno stadio ristrutturato e anche un progetto tecnico decisamente ben avviato – e i viola, per i quali tutto questo fatica decisamente a vedersi. Un buon punto di partenza sono sicuramente gli 80 milioni investiti a Bagno a Ripoli, ma servirebbe di più: soprattutto un disegno ampio che attiri i calciatori anche ambiziosi vogliosi di un salto di qualità. E invece, dopo undici giornate, la Fiorentina si ritrova in ritiro, da oggi.

E poco importa che Prandelli abbia provato a dare un segnale facendo giocare chi sta meglio, lasciando in panchina Ribery, Castrovilli e Callejon scegliendo Eysseric. Le note liete sono ben poche e la classifica è lì impietosa a dimostrarlo: appena sopra la zona retrocessione anche per demerito di chi sta dietro come Torino e Genoa. E all’orizzonte Sassuolo, Verona e Juventus, non proprio clienti facili. E ancor prima il ritiro, per provare a rimettere insieme almeno qualche tassello di questo complicato puzzle.

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  1. Barsineee - 1 mese fa

    il progetto di vede benissimo. Da quando è arrivata la proprietà americana non si parla altro che di infrastrutture come condizione MINIMA per non lottare per la retrocessione. Dopo 18 mesi sono riusciti a convincere tutti che senza Stadio o Centro Sportivo il futuro di qualsiasi squadra di Serie A sarà retrocedere o vivere di stenti in bassa classifica. Per fare calcio non ci vuole tanto. Un direttore sportivo capace, un allenatore capace e un minimo di organizzazione. Spezia, Verona, Chievo, Lazio … sono realtà diverse che nel loro piccolo hanno sempre fatto dei miracoli incredibili rispetto alle risorse gestite. Poi è inutile di parlare di grandi sogni europei. Firenze, come Bergamo, come Roma, come Napoli, non avranno mai squadre tra le prime 50 europee. In Italia dall’avvento del calcio moderno hanno vinto solo due squadre e mezzo (l’Inter ha vinto grazie a calciopoli) e alle altre sono rimaste le briciole delle Coppette Italia, Supercoppette di Lega. Nessuna squadra italiana si impone in Europa da anni. In EL l’ultima ad aver vinto è il Parma quando ancora si chiamava Coppa UEFA. Da 10 anni la EL è territorio AngloSpagnolo. In CL l’ultima è stata proprio l’Inter di Mourinho. Il progetto è costruire là dove non sarebbe stato possibile costruire, aumentare il valore della società attraverso investimenti immobiliari e poi vendere a quello dopo (come ha fatto Pallotta a Roma).

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  2. violaebasta - 1 mese fa

    Ma come il progetto non si vede? Eliminare il calcio che conta da Firenze in tre/quattro anni; ci stanno riuscendo.

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  3. Lallero - 1 mese fa

    Siamo tutti prosciugati da anni di torture sportive e assoluta incompetenza. La piazza non c’entra nulla, non si va allo stadio, nn si va agli allenamenti, chi si potrebbe fare? Rocco non sa nulla di calcio ma almeno i soldi e le energie ce l’ha messe. Prade è una vera delusione, io ci credevo ma bisogna ammettere francamente che non ha palle ne competenze… e’ si una brava persona ma evidentemente non capace di riorganizzare una società che era stata distrutta con livore dalla proprietà precedente. Altro personaggio francamente inutile e’ Antognoni: mai una dichiarazione interessante, mai un po’ di fuoco addosso, mai nulla. Si ha questo gruppo di dirigenti educati ma in totale balia di tutto e senza mezza idea moderna o coraggiosa. I nostri calciatori sono quelle che sono, ignoranti viziati spesso non particolarmente brillanti che corricchiano dietro a un pallone ma soprattutto dal parrucchiere e dal tatuatore, respirano e reagiscono in base agli input basici che ricevono dai loro datori di lavoro. Sarebbe da fare tutti festa.

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  4. federic_3552710 - 1 mese fa

    Le svolte si ottengono con la volontà conune di uscire da una brutta situazione. Ribery, Cacares, Callejon, Pezzella sono i giocatori che si devono prendere la responsabilità di fare l’esempio e, se serve, fare due berci nello spogliatoio. Prandelli senza l’aiuto dei vecchi, non cela fa. Forza ragazzi, noi non possiamo fare molto in questo momento, ma amiamo i nostri colori, siamo tutti(!) con voi. SFV

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