Edoardo Bove li chiamerebbe «secchioni» e del resto basta leggere o ascoltare le loro interviste per accorgersi di come la definizione del centrocampista viola sia corretta. La frase «per me il calcio è un’ossessione, una vera ragione di vita« per esempio, la si è sentita da Italiano, Conte, Thiago Motta, Fabregas, Zanetti, Pecchia, Palladino. Sono loro, insieme ai colleghi nel resto d’Europa (Amorim, De Zerbi, Flick, Nagelsmann, Farioli) la «Next Generation» di mister che sta prendendo il potere e quella che andrà in scena domenica pomeriggio al Sinigaglia, tra Como e Fiorentina, sarà anche e soprattutto la sfida tra i due allenatori più giovani del campionato. Palladino (40 anni) tra l’altro, è stato premiato proprio ieri al Gran Galà del calcio italiano come miglior giovane tecnico della stagione 2023-24 e quello che sta facendo in questo avvio di stagione a Firenze non fa che confermare quanto il riconoscimento sia meritato. Ad aspettarlo, da padrone di casa, ci sarà Cesc Fabregas che, con i suoi 37 anni, è il più giovane di tutti in questo campionato. Storie diverse da calciatori (il catalano ha vinto tutto con club e Nazionale spagnola ed è stato per anni tra i centrocampisti più forti d’Europa mentre Palladino portava avanti una buonissima ma non straordinaria carriera) da allenatori hanno invece avuto un percorso simile. Lo scrive il Corriere Fiorentino


Corriere Fiorentino
Fabregas-Palladino, domenica si sfidano i tecnici più giovani della Serie A
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