Dietrofront Fiorentina, basta inesperienza: età media più alta e il profilo internazionale

La sessione di mercato da poco conclusa ha fatto emergere il cambio di mentalità nella dirigenza gigliata

di Redazione VN
Callejon

Una squadra più esperta e dal profilo maggiormente internazionale. Questa è la differenza più importante tra la rosa dell’anno scorso e quella attuale. Questo quanto troviamo scritto su La Repubblica Firenze, oggi in edicola. Il raffronto è tutto nei numeri: l’anno scorso la formazione della Fiorentina, allenata da Montella, si presentava al via con l’età media più bassa: 25 anni e prima posizione nella speciale classifica davanti a società quali Milan, Sassuolo, Udinese e Verona. Beata gioventù. Tanto che l’inesperienza era la giustificazione spesso usata dalla dirigenza per giustificare i momenti critici dello scorso anno. Il mantra era infatti: date tempo a una squadra giovane di potersi fare le ossa. Una scelta ponderata, ma che forse ha fatto riflettere la stessa dirigenza, come dimostrano gli acquisti dei “veterani”: Borja Valero, Bonaventura, Callejon. L’età media è difatti passata a 27,5 anni, e il salto è evidente. Questo mette in luce quanto in Italia sia difficile coltivare giovani talenti. La costante ricerca del risultato, unite alle pressioni sui tecnici, determinano spesso altre scelte. Ma c’è un reparto ad essere rimasto molto giovane in casa Fiorentina, ed è il tanto conclamato ruolo di centravanti. Qui saranno in 3 a giocarsi il posto, tutti con un’età che non supera i 22 anni. E Vlahovic è l’esempio lampante sul ragionamento della gioventù scrive ancora il giornale. Dopo gli errori di San Siro ha segnato con la Samp e ricordato che l’esperienza è importante ma il talento non ha età.

Vlahovic
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