Il giornalista Paolo Condò, nel suo consueto commento sulla Serie A sulle colonne de La Repubblica, quotidiano nazionale, ha parlato anche di Fiorentina, visto il successo di Torino e la posizione di classifica molto curiosa. Le sue parole:


la Repubblica
Condò: “Fiorentina tra le squadre sexy, lotta scudetto sfuggita alla dittatura”
Un aspetto classico dei campionati contesi, e questo promette di esserlo, è la riluttanza degli allenatori a dichiararsi in corsa. O meglio: chi guida Inter, Juve e Milan sa che la storia accolla loro una responsabilità, e quindi tiene vivo il discorso a prescindere dalla classifica, come ha fatto Fonseca dopo la sconfitta col Napoli. Gli altri nicchiano, come se un’ambizione scudetto dichiarata fosse il canto delle sirene capace di risucchiare le energie ai loro uomini. In un calcio che per molti aspetti cambia di continuo la tradizione di celarsi è invincibile. Tocca a noi quindi delimitare il campo, che sta diventando largo ma non prevede veti, anzi, ognuno accusa l’altro di nascondersi in una curiosa chiamata di correo. L’Atalanta è dentro come forse non è mai stata, la masterclass impartita da Gasperini al Maradona ha radici profonde: l’autostima data dall’Europa League, la profondità della rosa, alcuni picchi di qualità (Lookman, Ederson, Carnesecchi), i convalescenti di peso (Scalvini, Scamacca), alcuni role player come Hien, capaci di reggere fisicamente l’urto di Lukaku fino ad annullarlo. Da qualche settimana la Fiorentina compone con Atalanta e Lazio il trio delle squadre più sexy del torneo. In attesa che stasera anche Baroni provi contro il Cagliari il salto in alto, sia lode alla Viola che ha vinto la quinta gara consecutiva, la seconda in trasferta per 1-0 dopo gli 11 gol nelle due gare precedenti. Questo implica capacità di adattamento e la riscoperta da parte di Palladino di giocatori che si temeva perduti: in settimana abbiamo citato De Gea, stavolta torniamo su un Kean diventato implacabile, da talentuoso svagato che era. La Fiorentina è un’acquisizione troppo recente dell’attico per dirla in corsa per il titolo, ma l’allegra ammissione di Dodo («la prima cosa che facciamo a fine gara è guardare la classifica») contiene una forza mentale ricca di prospettive Champions.
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