Astori, l’esperto: “Restrizione attività poteva rallentare progressione malattia”

Astori, l’esperto: “Restrizione attività poteva rallentare progressione malattia”

Parla Domenico , professore dell’Università di Padova, uno dei massimi esperti al mondo di morte cardiaca improvvisa

di Redazione VN

La Nazione si concentra sulla chiusura delle indagini sulla morte di Davide Astori che hanno portato all’accusa di due medici per omicidio colposo. Sul giornale troviamo anche alcune parole di Domenico Corrado, professore dell’Università di Padova, uno dei massimi esperti al mondo di morte cardiaca improvvisa:

La restrizione dell’attività fisica e la prescrizione di terapia betabloccante potevano rallentare la progressione del processo morboso della cardiomiopatia aritmogena e prevenire l’insorgenza di aritmie ventricolari maligne nel giovane Astori.

Ma – si chiede La Nazione – come si poteva diagnosticare una malattia che al momento era in una fase presintomatica? C’erano state le avvisaglie che avrebbero dovuto portare ad approfondimenti diagnostici, secondo quanto previsto dai protocolli cardiologici per l’idoneità sportiva: nel 2014, a Cagliari, durante la prova da sforzo, erano emerse due extrasistoli ventricolari isolate, nel 2016, sempre nel test da sforzo, quattro battiti ectopici ventricolari, con un asse cardiaco lievemente deviato a destra e blocco di branca destra incompleto, nel 2017, ancora a Firenze, e ancora sotto sforzo, l’allarme più significativo era stato segnalato dalla presenza di sporadica extrasistolia ventricolare a due morfologie per tutta la durata della prova, oltre alla presenza all’elettrocardiogramma basale di onde T invertite nelle derivazioni periferiche inferiori e, nel 2018, nel tracciato elettrocardiografico effettuato dal capitano viola il 28 febbraio, tre giorni prima del decesso, si notava una frammentazione della parte terminale del complesso Qrs, con sospetta onda epsilon in V1 e V2 (un reperto presente nel 50% dei casi di cardiomiopatia aritmogena). In base alla documentazione, Astori avrebbe dovuto essere sottoposto a successivi accertamenti: holter delle 24 ore e risonanza magnetica cardiaca per l’individuazione della patologia.

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  1. Matt - 5 mesi fa

    Prevedere l’arresto cardiaco nel sonno ad uno sportivo che ha fatto attività per tutta la sua vita credo sia tutt’altro che banale. Giusto fare gli accertamenti. Se ci fossero stati segnali eclatanti non credo si sarebbe tirato indietro nessuno nel riferirlo. Probabilmente sono piccoli segnali che sono difficili da decifrare. La medicina non è la matematica. Esistono numerose variabili valide per una persona e per un’altra no.

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  2. BVLGARO - 5 mesi fa

    L’errore medico è palese. Come medico il blocco di branca destro è sicuramente sospetto. Lasciarlo in attività sportiva è stato un errore gravissimo. Siamo sicuri che i medici italiani siano davvero i migliori? Pazzesco

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