STORIE VIOLA – L’ultimo trionfo prima dell’inferno: correva l’anno 2001

STORIE VIOLA – L’ultimo trionfo prima dell’inferno: correva l’anno 2001

La Coppa Italia prima del fallimento e di una Fiorentina che non ci sarà più: quella di Cecchi Gori

di Pier F. Montalbano, @____MONTY____

Nel 2001 attorno alla Fiorentina non tira una bella aria. Si intravedono le prime crepe della gestione Cecchi Gori, dopo due annate che avevano visto la squadra di Trapattoni spingersi prima al terzo posto in classifica e successivamente quasi ai quarti di Champions League. Al timone dei viola c’è Fatih Terim che fatica in campionato nonostante un Enrico Chiesa da 22 gol, e viene subito eliminato dalla Coppa Uefa dai modestissimi austriaci del Tirol Innsbruck. Nonostante questo il turco diverte e tra alti e bassi, segna (e subisce) tanto alternando prestazioni strabilianti come il 4-0 al Milan ad altrettanti scivoloni dolorosi e cali di attenzione in fase difensiva. In Coppa Italia però i viola sono un’autentica macchina da gol, e negli ottavi rifilano otto reti  alla Salernitana (CLICCA QUI) tra andata e ritorno. Ininfluente invece il 3-1 subito nei quarti dal Brescia dopo il travolgente 6-0 dell’andata al Franchi. Si arriva così alla semifinale, dove ad attendere Rui Costa e compagni è il Milan di Shevchenko: 2-2 a San Siro il 25 gennaio 2001, con la Fiorentina che scappa due volte con Chiesa e Bressan ma viene ripresa prima da Ambrosini e poi al 90′ da Giunti. Il capolavoro arriva due settimane dopo con Chiesa e Rui Costa che spediscono i viola in finale e fanno esplodere un Franchi stracolmo.

Nel frattempo le divergenze tra Cecchi Gori e Terim diventano irreversibili e il 24 febbraio dopo il pareggio interno con il Brescia il caos invade gli spogliatoi del Franchi, con il presidente che attacca l’allenatore e il silenzio stampa imposto dalla società che preannuncia il cambio di guida tecnica. Se ne va anche Giancarlo Antongnoni e viene chiamato Roberto Mancini, che ‘decolla’ in fretta e furia da Cortina in direzione Firenze. In campionato le cose non migliorano più di tanto (la Fiorentina chiuderà infatti nona), ma c’è da giocare una finale di Coppa Italia contro l’ex Malesani e il 24 maggio al Tardini i viola – nuovamente e scaramanticamente vestiti in grigio – con un gol nei minuti finali di Paolo Vanoli intravedono il sesto trofeo. Al ritorno Milosevic silenzia un Franchi pronto a festeggiare ma Nuno Gomes grazie all’assist no-look di Rui Costa segna l’1-1 e riporta la coppa a Firenze. Da lì in poi sarà una lenta discesa verso gli inferi: il n° 10 portoghese e Toldo si congedano con un trofeo – l’ultimo nella bacheca dalla Fiorentina – e si apriranno le porte del baratro fino al fallimento dell’estate del 2002.

La storia recente nella Coppa Italia recita invece una semifinale nel 2010 persa contro l’Inter del triplete e la finale dell’Olimpico nel 2013 con il Napoli persa al termine di una serata surreale al di fuori del rettangolo verde. Sportivamente il punto più alto della gestione Della Valle nella serata in cui venne toccato il fondo.

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  1. cuoreviola - 2 anni fa

    Parliamo della gestione Cecchi Gori,se per vincere una coppa Italia bisogna fallire preferisco allora i Della Valle anche se non si è vinto niente…

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  2. bernard - 2 anni fa

    Indimenticabili le due gare col Milan ! Il punto più alto della Fiorentina dei Dell Valle è costituito dalle fantastiche vittorie col Liverppol – grandiosa quella all ‘ Anfield – e dalla vittoria col Byern a Firenze , dopo lo scippo subito in Germania .

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