La criptonite viola si chiama Gomez. A Bergamo il Papu è stato ancora decisivo

La criptonite viola si chiama Gomez. A Bergamo il Papu è stato ancora decisivo

Ha segnato in ciascuna delle ultime tre gare contro i viola: merito del nuovo ruolo, ma anche di una Fiorentina che non lo ha limitato a dovere

di Simone Torricini, @TorriciniSimone

BERGAMO – Più di Zapata e per certi versi più di Ilicic, la vera spina nel fianco della Fiorentina nelle quattro gare disputate contro l’Atalanta in stagione è stato Gomez. Dei tre nerazzurri, ciascuno in doppia cifra in stagione (26 le reti del colombiano, 12 quelle dello sloveno e 11 quelle del Papu), l’argentino è stato l’unico per il quale la Fiorentina di Pioli prima e quella di Montella poi non sono riuscite a trovare contromisure. Il più problematico per i viola, anche quando era reduce da periodi di forma non eccezionali. Da quando la Dea ha ingranato, alla Fiorentina lui ha sempre fatto male: all’andata in Coppa, quando aprì le marcature dopo appena sedici minuti; al ritorno in A, quando al 34′ completò la rimonta iniziata da Ilicic; e ieri, con un rigore procurato e la stoccata decisiva nel finale con l’aiuto di Lafont.

Da quando Gasperini gli ha ritagliato un ruolo meno definito, dirottandolo dal centro-sinistra del suo tridente ad una posizione più arbitraria, liquida, l’apporto del Papu è diventato ancora più determinante. Non è più ‘soltanto’ un rifinitore: si è trasformato in un vero e proprio regista, e ha iniziato a contribuire alla fase di possesso venendo a prendere sempre più spesso il pallone a ridosso della metà campo. Ieri, si legge dal report della Lega, è stato il secondo nerazzurro per palloni giocati (77) dopo de Roon (79). Anche per questo, per via della sua mobilità, per gli avversari è diventato ancora più complicato limitarlo. Ieri sera Veretout ci è riuscito soltanto per alcuni tratti della gara, e né Gerson né Benassi hanno dato l’impressione di interessarsi specificamente all’argentino, che ha avuto piede libero sfruttando anche la libertà di Ilicic per combinare nell’ultimo terzo di campo.

Niente di nuovo in realtà, quello dell’Atleti Azzurri d’Italia è stato un film già visto. Non sapendo con esattezza dove andarlo a prendere, e non sapendo soprattutto se andarlo a prendere, la Fiorentina gli ha sempre lasciato spazio, raggio d’azione. Per vie centrali, ad esempio: a Firenze il suo inserimento che precedette lo 0-1 fu un movimento da attaccante puro, e sempre dall’area di rigore ieri si è procurato il penalty. O ancora: in campionato, due mesi fa, segnò dopo una sgroppata di trenta metri, partendo dal centro-sinistra appena dietro la trequarti e convergendo al centro. Ieri invece ha trovato il gol decisivo calciando da destra. In tre gare su tre, da quando Gasperini lo ha lasciato più libero, il Papu non ha mai dato punti di riferimento. Meno di Zapata ovviamente, ma meno anche di Ilicic, che ha sempre agito sul centro-destra del fronte offensivo.

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  1. ottone - 4 mesi fa

    Beh, visto l’importanza del giocatore lo si potrebbe marcare a uomo, ma “ci vuole l’uomo”. E noi ci s’ha i mezzi uomini calcisticamente parlando.
    In più si fa la Befana fuori stagione e dunque il soggetto diventa ancora più determinante. Ma non sono d’accordo totalmente con l’analisi. Per me il vero giocatore decisivo per loro è Ilicic.

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