Federico, quello del presente: ma quali sono stati i “Chiesa” mancati e chi, in futuro, potrà abbracciare Sousa?

Federico, quello del presente: ma quali sono stati i “Chiesa” mancati e chi, in futuro, potrà abbracciare Sousa?

Federico Chiesa è la grande intuizione di Paulo Sousa: se Federico Guidi lo ha consacrato come esterno, il portoghese lo ha lanciato nel calcio dei grandi con una lungimiranza ed un coraggio che in pochi avrebbero avuto. Ma in passato, chi è stato un “Chiesa” mancato e, tra i viola in prestito, chi può sognare di abbracciare l’allenatore in una fredda serata azera?

di Giacomo Brunetti, @gia_brunetti

Alla stazione di Campo di Marte, pronto per partire verso il Trentino, c’era anche lui: sconosciuto ai più, legato a quel cognome pesante, si era fatto spazio nella Primavera di Guidi guadagnandosi, a sorpresa, la convocazione per il ritiro di Moena. Federico Chiesa è la grande intuizione di Paulo Sousa che, con lungimiranza e coraggio, ha saputo lanciarlo, valorizzarlo e raccogliere il suo abbraccio nella fredda serata di Baku, quando il giovane viola ha segnato la prima rete tra i professionisti: un gesto di riconoscenza e di affetto, sognato da tanti ragazzi che cercano di diventare calciatori. In passato in tanti si sono affacciati alle porte della Prima Squadra, altri si apprestano a farlo: ma chi, in questi anni, è stato un “Chiesa” mancato? E chi, in futuro, potrà sognare di vestire la maglia viola, magari dopo essere tornato da un prestito?

In poco tempo, la mente ci porta velocemente a Michele Camporese e Federico Carraro, uniti dallo stesso destino ma con due percorsi diversi. Il primo, lanciato da Mihajlovic con il compito di marcare Ibrahimovic all’esordio, sembrava essere il futuro difensore centrale della Fiorentina: infortuni, incomprensioni e la concorrenza sono diventati le cause della successive poche opportunità concessegli; il secondo, prodigio nelle giovanili gigliate tanto da meritarsi l’etichetta di “nuovo Baggio”, era uno dei maggiori prospetti degli Allievi Nazionali e, dopo aver esordito con Prandelli ed essere stato schierato titolare da Mihajlovic, per il talento le quattro presenze in maglia viola rimangono un ricordo coltivato in quel di Pavia. In tasca una rete in Europa, così come Chiesa, ed una carriera in ripresa dopo l’addio a Firenze: tre presenze ed una rete in riva all’Arno, Samuel Di Carmine esulta oggi a Perugia dopo aver girato l’Italia in cerca della consacrazione. Sono invece nati in Africa, ma avevano già preso le misure con il calcio italiano, Amidu Salifu, arrivato nel 2011 dal Vicenza, e Nii Nortey Ashong, acquistato dalla Triestina anche per aiutare i friulani ad evitare il fallimento, che però non hanno saputo imporsi, nonostante almeno il primo avesse trovato una certa continuità negli schemi di Mihajlovic.

Federico si gode il suo momento sapendo che adesso arriva il momento più difficile: quello della conferma. Insieme a lui, ogni giorno a fare la spola tra campini e alloggio c’è un altro giocatore che, sebbene stia intraprendendo un percorso diverso, potrà ambire a giocare, chissà, da titolare al fianco di Chiesa: Luca Lezzerini, anche lui stimato da Sousa, è da anni il “portiere del futuro” della Fiorentina ma, nonostante una grande precocità nelle categorie giovanili, non ha ancora compiuto il passo attraverso un’esperienza o una continuità in Prima Squadra. A giro per l’Italia troviamo Lorenzo Venuti, ventuno anni, in prestito al Benevento, con il quale ha già collezionato sedici presenze, e nel giro delle Nazionali giovanili: terzino destro, un ruolo in cui la Fiorentina ricerca da anni un giocatore che possa dare stabilità, è tenuto in grande considerazione all’interno del vivaio viola. Nel Sud Italia gioca anche Andy Bangu, due anni più piccolo, che alla Reggina sta facendo bene alla prima stagione tra i professionisti: nato nella Repubblica Democratica del Congo, è ormai fiorentino a tutti gli effetti dopo aver fatto tutta la trafila delle giovanili ed aver assaporato anche l’aria della Prima Squadra. Simone Minelli, lanciato da Montella in Europa League contro la Dinamo Minsk quando realizzò anche un assist per Marko Marin, si sta giocando le sue carte a Bergamo, in prestito all’Albinoleffe, con la speranza di poter tornare a giocare insieme a Chiesa.

Chi non ce l’ha fatta a Firenze, o forse non ha avuto le opportunità necessarie, sono Leonardo Capezzi e Cristiano Piccini, così come Haris Seferovic, divisi tra Crotone, Betis Siviglia e Eintracht Francoforte: per loro “essere Chiesa” sarà forse più facile.

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  1. bati - 3 anni fa

    Abbracciare Sousa in futuro?????

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    1. Outsider - 3 anni fa

      Non dare per scontato che se ne vada, dipende solo dai risultati e le somme si tirano a Maggio

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