David Guetta, direttore del Pentasport e storica voce viola, ha parlato ai microfoni di Radio Bruno per commentare i temi più caldi in casa Fiorentina:


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Guetta: “Diamo già per scontato che Pradè sbagli, ma perché?”
Sul mercato? Non sono amante del mercato, ma comprare tanto per comprare non è nella filosofia della Fiorentina. Se arrivano entro 10 giorni, siamo nei tempi. Non sono soddisfatto dell'arrivo di Kean, ma vediamo. Spero non sia lui l'attaccante della Fiorentina del futuro. Sono anche contento che non sia arrivato Zaniolo, lo ritengo troppo discontinuino. Ed è anche inferiore a Nico Gonzalez.
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Sul tifo viola? Firenze ha un grande senso di appartenenza e prima del campionato è giusto sognare, sennò non saresti un vero tifoso. C'è un po' troppo pessimismo, la Fiorentina ha vissuto momenti complicati, molto peggiori di questo. Noi veniamo da un 8° posto e da una finale di Conference. Non c'è nessuna fiducia in questa società, ma non ci sono stati momenti deprimenti in questi 3 anni.
Sulla linea giovane? Se vogliamo fare un mercato da metà classifica va bene. Non mi sembra che questo sia l'intento della Fiorentina. E poi posso immaginare i mugugni della tifoseria. Io vorrei una squadra forte. Inoltre, ho trovato davvero curioso che la Fiorentina abbia rinunciato sia a Castrovilli e Bonaventura, mi sembra una scelta un po' discutibile. Voglio fare l'esempio di Sabiri. Non serve solo di essere bravo tecnicamente, devi essere anche in grado di giocare nella Fiorentina.
L'attaccante? La Fiorentina ne ha sbagliati 5 e non puoi sbagliare anche quello di quest'anno. Però diamo per scontato che sicuramente la dirigenza viola sbaglierà anche quest'anno. Serve un attaccante che ti garantisca 15-20 gol a stagione. Nico Gonzalez? Grave il fatto che non voglia battere i rigori. Da questo punto di vista vorrei recuperare l'argentino. Gudmundsson? Non è una punta centrale. A noi servono i gol. Barzagli? Lui ha sempre tifato la Fiorentina. E poi tatticamente credo capisca davvero tanto. Non prenderlo per colpa dei tifosi sarebbe un grave errore e un simbolo di debolezza.
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