Alberto Polverosi, sulle pagine del Corriere dello Sport, ha analizzato per filo e per segno tutto il discorso di Giuseppe Commisso sulla stagione della Fiorentina:

Corriere dello Sport
Polverosi: “Commisso, non far fare figuracce a Paratici. Asettico il grazie a Vanoli”
La sostanza è interessante, sulla forma si può discutere. Nel discorso di Giuseppe Commisso ci sono alcuni passaggi convincenti, altri un po’ meno, e questa è la sostanza. La forma, ora la chiamano format, invece non è il massimo, un monologo fatto in casa non aiuta a chiarire quanto un contradditorio, ma ormai questa è la comunicazione del calcio e a noi non resta che spezzettare i contenuti e discuterli. Punto 1: «Sappiamo molto bene che la Fiorentina deve avere standard più alti e ambizioni degne della storia di questo club». Come partenza ci siamo, anche perché ripetere una stagione come quella appena conclusa sarebbe calcisticamente tragico. L’orientamento è chiaro, Commisso indica la storia del club come riferimento, una storia lunga 100 anni che ha portato due scudetti, sei Coppe Italia, una Supercoppa, una Coppa delle Coppe, finali europee, ma soprattutto campioni, da Petrone a Julinho, Montuori, Hamrin, De Sisti, Bertoni, Antognoni, Baggio, Rui Costa, Batistuta, Toni, Mutu, giocatori di un livello mai visto nei sette anni di Commisso. Quindi, se il punto d’arrivo è la storia, i fiorentini devono aspettarsi qualcosa del genere.
Mercato
—Punto 2: rivolto ai tifosi. «La Fiorentina non è solo una squadra, è appartenenza, è famiglia, è Firenze stessa: orgogliosa, appassionata, esigente e piena di anima. Per questo, meritate non solo ringraziamenti, ma rispetto». È il riconoscimento di una passione sconfinata e intorno a quel passaggio «meritate rispetto» va ricostruito il rapporto della Fiorentina con Firenze, finora balbettante.
Punto 3: «Nel momento più difficile della stagione, ho creduto che la Fiorentina avesse bisogno di un cambiamento importante e necessario nella sua organizzazione sportiva: non un piccolo aggiustamento, ma un vero passo avanti (...) È per questo che voglio rivolgere un ringraziamento speciale a Fabio Paratici». Se Commisso jr ha voluto così fortemente Paratici, ora lo dovrà attrezzare nel migliore dei modi, non può costringerlo a figuracce sul mercato.
Fiorentina
—Punto 4: «I miei ringraziamenti vanno anche a Paolo Vanoli, ai nostri giocatori e a ogni membro dello staff che ha continuato a lottare ogni giorno». In tutta franchezza, è un po’ asettico il grazie a Vanoli, messo poi sullo stesso piano dei giocatori.
Punto 5: «Congratulazioni alla nostra Primavera per aver vinto il campionato e anche per la vittoria del “Viareggio”. Questi non sono soltanto trofei. Sono segnali che quando un club investe seriamente sui giovani (...), il futuro inizia a rispondere (...). Quando investiamo nei giovani, investiamo nella formazione di domani, nell’identità, nella continuità». Da condividere in pieno, la linea è giusta. Punto 6: sulla collaborazione col Comune per il Franchi. «Uno stadio moderno non riguarda solo mattoni e cemento. Riguarda l’orgoglio, l’appartenenza, il dare ai nostri tifosi una casa che rifletta la bellezza di Firenze e la dignità di questi colori». Speriamo con tutto il cuore che finisca proprio così, ma un filo di scetticismo resta.
Futuro
—Punto 7: sul centenario: «La storia non è qualcosa da mettere dietro a un vetro. La storia è una fiaccola che una generazione mette nelle mani della successiva. Il nostro compito non è soltanto ammirare la storia della Fiorentina, è essere degni di continuarla». L’immagine è bella, ma finora la realtà è stata diversa. La Fiorentina, questa Fiorentina, non si è quasi mai preoccupata del suo passato. Punto finale: «Non penseremo in piccolo. I nostri sogni devono essere degni di Firenze». Questa non è una promessa, ma un impegno. La squadra che deve essere degna di Firenze è una squadra da primi posti.
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