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Nazione: “Kean? Non sembra essere stato usato il protocollo medico corretto”
La Fiorentina è ancora in attesa di indicazioni precise sulle condizioni e sui tempi di recupero di Moise Kean, che anche ieri al Viola Park ha svolto lavoro differenziato e terapie per la caviglia destra. Le parole di Paolo Vanoli sull’attaccante hanno registrato un cambio di prospettiva: dopo Bologna il tecnico sembrava vicino a un rientro imminente («Lo valuteremo giorno per giorno ma penso che nella prossima settimana potremo recuperarlo»), mentre ora parla di un ritorno in gruppo ulteriormente rimandato («Tra un pochettino lo rivedremo in campo»). Tempi difficili da quantificare, anche se in casa viola si spera ancora di poterlo avere almeno in panchina sabato al Maradona contro il Napoli.
Nel frattempo non trovano riscontro le voci su un presunto fuori rosa legato a ritardi agli allenamenti: lavorando individualmente da due settimane, è normale che Kean segua orari diversi rispetto al resto del gruppo. A Firenze, però, si è acceso il dibattito sulla gestione clinica dell’attaccante, caratterizzata da comunicazioni frammentarie e da scelte che, col senno di poi, sollevano più di un dubbio. Non sembra essere stato utilizzato da parte dello staff medico il protocollo di gestione corretto.
Resta infatti da capire perché inizialmente si sia deciso di farlo giocare ricorrendo alle infiltrazioni invece di fermarlo subito, e per quale motivo con Cremonese e Lazio sia stato impiegato solo a spezzoni, per poi finire due volte consecutive fuori dai convocati. Interrogativi che probabilmente si sta ponendo anche lo stesso Vanoli, alle prese con una situazione che continua a generare incertezza. Lo scrive la Nazione.
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