La Fiorentina ha bisogno di un “antibiotico” forte per curare uno dei suoi mali cronici, da somministrare negli scontri diretti, quelli decisivi per la salvezza. Il ko interno contro il Cagliari, come il pareggio dell’andata in Sardegna, è solo l’ultimo capitolo di una serie di partite fallite contro avversarie alla portata. Al di là dei numeri e della classifica, emerge una difficoltà strutturale che accompagna la squadra sia con Vanoli sia, prima, con Pioli.

La Nazione
Nazione: “Fiorentina, occhio. Chi si chiude spiazza Paolo Vanoli”
I viola soffrono soprattutto le squadre che li costringono a fare la partita, a gestire il possesso e a scoprirsi. Il paradosso della stagione è che la Fiorentina, fragile contro le “piccole”, riesce invece a essere più solida e persino creativa contro avversari di fascia alta, che pressano e cercano subito di imporre il ritmo. Intanto la classifica si fa sempre più pericolosa: il Lecce, prima squadra salva, è a un solo punto, mentre le altre concorrenti dirette sono già a sei lunghezze.
Il bilancio degli scontri diretti è impietoso. L’unica vittoria è arrivata contro la Cremonese, mentre con Torino, Genoa e Pisa sono arrivati solo pareggi esterni. I problemi maggiori si sono manifestati al Franchi, dove la Fiorentina ha pagato l’obbligo di fare la gara: pesantissimi i ko con Verona e Lecce. In trasferta, invece, Parma e Sassuolo rappresentano i tonfi più rischiosi in una corsa salvezza che si gioca ormai sul filo dei dettagli. Lo scrive la Nazione.
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