Otto minuti sono bastati a Moise Kean per dissipare dubbi e polemiche: contro la Cremonese è arrivato il quinto gol in campionato, il sesto stagionale, a ribadire che il campo resta il suo unico vero giudice. L’attaccante era finito sotto osservazione dopo il permesso concesso dal club per allontanarsi da Firenze per alcuni giorni, scelta che aveva alimentato sospetti e brusii. La risposta è arrivata come spesso accade nel calcio: con un gol.
La Nazione
Kean tra sacro e profano, Nazione: “Così invoca il guerriero divino”
La rete ha avuto un valore che è andato oltre il risultato. Alla consueta esultanza sotto la tribuna è seguito l’abbraccio intenso con Vanoli, accompagnato da parole significative nel post-partita: «Lui ci trasmette fuoco». Un segnale forte del legame tra allenatore e squadra, e del clima che si sta ricreando all’interno del gruppo in un momento delicato della stagione.
Anche il racconto social di Kean ha mantenuto un tono misurato ma profondo. Su Instagram ha scelto di condividere il Salmo 35, una preghiera contro le ingiustizie e in difesa dei più deboli, evitando qualsiasi rivendicazione plateale. Un gesto che racconta prima l’uomo e poi il calciatore, e che chiarisce come, per lui, la fede venga prima di tutto. Il gol, ancora una volta, è arrivato subito dopo: otto minuti appena per ricordarlo a tutti. Lo scrive la Nazione.
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