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FLORENCE, ITALY - APRIL 13: Head coach Paolo Vanoli manager of ACF Fiorentina reacts during the Serie A match between ACF Fiorentina and SS Lazio at Artemio Franchi on April 13, 2026 in Florence, Italy. (Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)
L’immagine della salvezza è la Fiorentina abbracciata a centrocampo dopo 97’ gagliardi, racconta tutto di lei. È il Franchi che applaude e canta “11 leoni”, nessuno a Firenze ha più il cuore in gola. Più 8 su Cremonese e Lecce, vittoria romanzesca per Vanoli e i suoi perché ottenuta con i resti, 7 assenti e niente cambi, con un Fazzini illuminante, con Dodo d’assalto, difendendo il gol di Gosens, prendendosi il centrocampo dopo due svarioni.
Avvicina il traguardo e allontana la più disgraziata e allucinante delle avventure. La Lazio, davanti a Lotito, resta sospesa tra quel che non c’è più e quello che chissà se ci sarà ancora, condizionata dalle assenze, dai rientri forzati, dai soliti amletici sbalzi. L’impotenza in avanti è cronica, una sensazione continua di gol che non possono accadere.
Male il primo tridente Cancellieri-Dia-Zaccagni. Il capitano era senza forze eppure ha avuto la prima occasione. È durato 45’. Meglio Noslin e Ratkov nel finale. La cifra è la classifica, il rischio è ballare tra nono e undicesimo posto. Finale calvario in campionato, in Coppa bisogna arrivarci con un attacco vero, senza questa modestia balistica. Scrive così il Corriere dello Sport.
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