La Fiorentina è di nuovo sull’orlo del precipizio: non è più tempo di analisi, ma di responsabilità e umiltà. Servono testa, gambe e cuore per limitare gli errori e alzare l’attenzione in una corsa salvezza che entra nella fase decisiva. Dal Como in avanti tutti sono sotto esame, a partire da Paolo Vanoli, osservato speciale anche dalla dirigenza. I viola avevano illuso con quattro gare senza sconfitte (8 punti), ma ora sono quasi al punto di partenza: mancano 14 partite e almeno 17 punti, e ogni sfida è una finale. Quella contro il Como è tra le più difficili, contro una squadra lanciata e guidata da Cesc Fàbregas, che punta in alto e ha già dimostrato solidità e identità.

Corriere Fiorentino
CorFio: “Fiorentina sull’orlo del precipizio. Paolo Vanoli sotto esame”
I numeri raccontano una crisi profonda: 22 punti persi da situazioni di vantaggio, 10 gettati oltre il novantesimo, una sola porta inviolata nel nuovo corso (contro la Cremonese). La fragilità difensiva è il nodo principale, paradossale per un tecnico considerato specialista della fase arretrata. Al contrario, il Como ha subito appena 16 reti (meglio solo la Roma), mentre la Fiorentina ne ha incassate 38. Il calcio dei lariani è posizionale, esalta il possesso e l’uno contro uno, soprattutto con il talento di Nico Paz, e diventa letale negli spazi.
Per questo la Fiorentina dovrà essere corta, compatta e feroce: difesa attenta, centrocampo pronto a sacrificarsi, ripartenze rapide senza esporsi. Servirà sfruttare il buon momento di Solomon e sperare che il gol al Torino abbia rilanciato Moise Kean. Al di là del risultato, la Viola deve dare un segnale di vita in un mese decisivo, che comprende anche i playoff di Conference League contro lo Jagiellonia Białystok. È il momento della verità: cominciare bene non è più un’opzione, ma una necessità. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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