Stadio a Campi – Commisso e l’ostacolo campanilismo. L’assist arriva da dove non ti aspetti?

Stadio a Campi – Commisso e l’ostacolo campanilismo. L’assist arriva da dove non ti aspetti?

I più importanti aggiornamenti sulla vicenda stadio, in quelle che assumono sempre di più i contorni di giornate decisive

di Paolo Poggianti, @PaoloPoggianti
rocco-commisso

Sono giorni caldi in casa Fiorentina, e non soltanto per il clima estivo nel quale i calciatori dovranno disputare le giornate restanti al termine della stagione. L’argomento tornato scottante riguarda la vicenda/telenovela del nuovo stadio, pur -ricordiamolo – in mancanza di esternazioni ufficiali da parte della società viola. Abbiamo imparato a conoscere il pensiero di Rocco Commisso e i suoi punti fermi in materia, cardini su cui non è disposto a transigere. In questi giorni, dagli Stati Uniti, si susseguono le voci che vorrebbero il patron notevolmente infastidito dal clima di dichiarazioni e smentite intorno al destino dell’Artemio Franchi. “Piazzate” che prescindono dalla volontà del proprietario della Fiorentina, anzi sembrano piuttosto scavalcarla in toto. Se poi nella baruffa si lascia trascinare anche il primo cittadino Dario Nardella, colui che dovrebbe essere il principale alleato per la buona riuscita del progetto, è comprensibile che Commisso possa essere giunto al limite della sopportazione.

Campi: virata definitiva?

Ecco che trovano conferme le notizie che vorrebbero una decisa accelerata sull’ipotesi Campi Bisenzio, da parte degli sherpa viola. Operazione orchestrata dallo stesso Joe Barone che per la verità non ha mai interrotto l’interlocuzione col sindaco della città campigiana, Emiliano Fossi. Una “terza via” che sui quotidiani di oggi è descritta come un progetto, mai come oggi vicino a concretizzarsi, almeno per le fasi embrionali della gestazione, ormai divenuta elefantiaca. Va letta in questo senso l’opzione che la Fiorentina si sarebbe riservata sui terreni della famiglia Casini: non una mossa per mettere alle strette l’amministrazione Nardella, quanto una precisa dichiarazione d’intenti. Commisso ha deciso e la sensazione è che non aspetterà la nuova scadenza del bando Mercafir per sciogliere la riserva, con un comunicato ufficiale.

Milano, Bologna e adesso Pisa: Firenze non può rimanere al palo

Commisso ha fretta: il motto “fast fast fast” lo conosciamo tutti. A maggior ragione quando l’attualità – al netto di emendamenti sbandierati e sconfessati dalla stessa famiglia politica – racconta di grandi movimenti su infrastrutture e impianti che coinvolgono numerose società sportive. Dopo il via libera alla demolizione dello stadio “Meazza” di Milano e i progressi del Bologna con il restauro del “Dall’Ara”, alla lista – notizia di oggi – si iscrive una compagine toscana: il comune di Pisa ha dato il via agli interventi sull’Arena GaribaldiI tempi sembrano maturi in tutta Italia: Firenze non può permettersi di sbattere la porta in faccia a Commisso e alla sua forte volontà ad investire in città. Se non altro per un rinnovato campanilismo, che per una buona volta sia da stimolo e non costituisca, altresì, un ostacolo.

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  1. Ammazzalavecchiacolgas - 1 mese fa

    A me sembra che Nardella, più che lasciarsi trascinare, sia uno dei soggetti maggiormente attivi nella querelle. Per carità lo capisco anche, ma il politico dovrebbe dare la priorità al bene comune (e qui si parla di un progetto che darebbe forte impulso a quell’idea di “città metropolitana” di cui proprio il sindaco, finora a parole, ha fatto un fiero vessillo della propria immagine politica) rispetto ai propri interessi di parte o partito. Altrimenti finisce che si fa lo stesso a Campi e finisci becco e bastonato.

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  2. vecchio briga - 1 mese fa

    Mettetevi nei panni di Commisso, mette sul piatto 300 milioni e deve temere il campanilismo nel 2020!!

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