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Speciale netto: “Grosso? Ecco perché non è arrivato un tecnico più scomodo”

Matteo Torniai Redattore 
“Battere la Juventus non basta più”: Speciale boccia la stagione viola e frena sull’effetto Grosso

La vittoria contro la Juventus “è una gioia antica”, ma non può più rappresentare il punto più alto della stagione della Fiorentina. È questo il pensiero espresso da Luca Speciale ai microfoni del Pentasport di Radio Bruno.

Secondo Speciale, Firenze deve smettere di vivere di soddisfazioni episodiche:

“Vorrei che noi cominciassimo ad avere una vita da adulti, senza stare solo dietro a questa cosetta che sembra il contentino della stagione. Io l’ho salutata come una stranezza che conferma la regola di una stagione assurda. Non mi ripaga di niente quella vittoria contro la Juventus”.

Da lì una riflessione più ampia sul calcio italiano e sui nuovi equilibri della Serie A:

“Una volta non sarebbe stato possibile vedere Milan e Juventus fuori dalla Champions League. Qualcosa è cambiato nei poteri che gestiscono il calcio, nelle proprietà, nei potentati. Non dico che sia tutto trasparente, ma qualcosa sicuramente è cambiato”.

Sul possibile approdo di Fabio Grosso sulla panchina viola, Speciale ha ammesso di non essere particolarmente acceso dall’idea:

“Io non ho niente contro Grosso, anzi il suo nome mi riporta a una delle notti più belle della mia vita professionale, la semifinale del Mondiale 2006 contro la Germania. Però non mi scatena quell’entusiasmo che forse ci sarebbe bisogno di avere”.

Il giornalista ha sottolineato come il nome dell’allenatore serva anche a raccontare le ambizioni del club:

“Aspettavo un nome per capire il progetto, per capire la destinazione della Fiorentina. Grosso magari sarà anche l’uomo della svolta, perché il calcio smentisce tutti, però non porta quella forza simbolica che poteva riaccendere la fantasia della piazza”.

Speciale ha poi fatto un paragone con altri allenatori arrivati a Firenze negli anni passati:

“Italiano arrivava da Spezia, altri ancora da realtà più piccole. Uno spera sempre che arrivi qualcuno con un’esperienza superiore alla nostra, capace di trasferire qualcosa. Invece questa ormai sembra la dimensione della Fiorentina”.

Nel suo intervento è emersa anche una critica alla gestione generale del club negli ultimi anni:

“Negli ultimi anni la Fiorentina ha avuto una proprietà intelligenti e con possibilità economiche, ma spesso hanno rovinato tutto con il carattere o con scelte sbagliate. Quest’anno sono stati spesi tanti soldi per una stagione del genere e sinceramente faccio fatica a capirlo”.

Speciale ha poi allargato il discorso al confronto con altre realtà italiane:

“Il Bologna ha speso meglio. L’Atalanta ha preso quel posto che per dimensione e tradizione poteva essere della Fiorentina. Hanno costruito un percorso coerente e crescente. Questo mette in crisi chi dice che Firenze deve accontentarsi del settimo posto”.

Infine, una riflessione anche sul lavoro di Fabio Paratici e sulla ricostruzione tecnica della rosa:

“Io spero davvero che si possa creare entusiasmo attorno a un professionista importante come Paratici. Però i fatti, al momento, dicono che il mercato di riparazione non ha portato grandi idee. Anzi, è aumentato il numero dei giocatori da sistemare”.

E ancora:

“La vera operazione sarà l’estate. Ci sono tantissimi giocatori di ritorno, tanti esuberi, tanti problemi da risolvere. Alla fine uscirà una squadra affidata a un allenatore giovane, che difficilmente potrà imporre tutte le sue richieste. Ed è anche per questo che non arriva un nome scomodo o un nome enorme”.