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ZENICA, BOSNIA AND HERZEGOVINA - MARCH 31: (L-R) President of CONI Luciano Buonfiglio, President of FIGC Gabriele Gravina and UEFA President Aleksander Ceferin look on prior the FIFA World Cup 2026 European Qualifiers KO play-offs match between Bosnia & Herzegovina and Italy at Stadion Bilino Polje on March 31, 2026 in Zenica, Bosnia and Herzegovina. (Photo by Getty Images/Getty Images)
Ubaldo Scanagatta ha parlato sulle frequenze di Radio Bruno, nel corso del "Pentasport", soffermandosi sulla crisi del calcio italiano, in particolare rispetto ad altre discipline sportive che invece godono di buona salute, a cominciare dal tennis.
Paragone calcio-tennis? "Se nel tennis ci siamo abituati ad eccellere con 4 giocatori nella top 20, nel calcio ci siamo assuefatti ai fallimenti. Ci sono tre edizioni senza qualificarci e le due precedenti in cui la Nazionale è stata eliminata al primo turno. Non si può considerare la vicenda casuale, mi meraviglia che qualcuno abbia creduto il contrario. Tra vittorie per 5-4 con Israele, sconfitte pesanti con la Norvegia etc".
Eroi? "Rifuggo dalla retorica di Gattuso che ha parlato dei suoi giocatori come "eroi", ma dov'è l'eroismo? Perché ci siamo difesi in 10 contro 11? Se non c'è traccia né di grinta né di capacità di iniziativa. Il migliore in campo è stato Donnarumma. Non si può parlare di gruppo eccezionale e di cene insieme, perché con Spalletti invece erano cane e gatto? Sono discorsi davvero stucchevoli, se poi in campo non si vede nulla, a livello di gioco e di mentalità. Preferisco sempre squadre che giocano bene, che ci provano. Gli esterni della Bosnia hanno fatto 25 cross, hanno corso tutti come matti. Non avrei mai sostituito Kean che ha fallito il 2-0 sì, ma poteva essere pericoloso".
Parole di Gravina sul professionismo? "È un'assurdità, ma fatemi il piacere! I tennisti non sono dilettanti, Jacobs, Antonelli, Bezzecchi sono dilettanti? Le vittorie olimpiche dello sci, della pallavolo e potrei continuare... In questi sport c'è gente che si sacrifica, lotta. Fanno gruppo anche loro, ma poi vincono. Sinner è l'esempio massimo di perfezionismo, di dedizione e cura del dettaglio, voglia di migliorarsi sempre. I calciatori guadagnano milioni, non voglio fare populismo, ma non hanno quella fame".
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