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Paratici, Perinetti: “Investe sui cartellini, non stipendi. Vi spiego la differenza”

Fabio Paratici; Giuseppe Commisso
L'analisi del calciomercato della Fiorentina da parte del direttore sportivo Giorgio Perinetti a Radio Bruno
Matteo Torniai Redattore 

Intervenuto ai microfoni di Radio Bruno, il direttore sportivo Giorgio Perinetti ha analizzato il nuovo corso della Fiorentina, soffermandosi sulle strategie di mercato della società viola e sul lavoro che attende Fabio Grosso.

Perinetti ha innanzitutto evidenziato come la campagna acquisti della Fiorentina rappresenti un chiaro segnale da parte della proprietà: “Questa è una bellissima risposta della famiglia Commisso. Nonostante i momenti difficili vissuti negli ultimi tempi, la proprietà ha dimostrato di voler proseguire con entusiasmo e ambizione. Inoltre è stato affidato il progetto a un dirigente esperto come Fabio Paratici, una figura che grazie agli anni alla Juventus e alle esperienze internazionali ha tanti contatti e molte porte aperte”.

L’ex dirigente ha poi approfondito la strategia adottata dal club, caratterizzata da investimenti importanti sui cartellini ma da stipendi più contenuti: “È una politica che condivido. Meglio spendere qualcosa in più per acquistare il cartellino di un giocatore giovane e di talento piuttosto che alzare eccessivamente gli ingaggi. Gli stipendi troppo elevati rischiano di creare un effetto domino nello spogliatoio, perché inevitabilmente anche gli altri giocatori iniziano a chiedere aumenti”.

Secondo Perinetti, questa linea rappresenta un vero investimento sul futuro: “Se spendi 30 milioni per un giovane di prospettiva, quella cifra può essere ammortizzata nel corso degli anni e il valore del giocatore può anche crescere. L’ingaggio, invece, è un costo puro. Sono due aspetti completamente diversi da gestire a bilancio”.

Spazio anche al nuovo allenatore Fabio Grosso, una scelta che Perinetti approva pienamente: “Grosso è cresciuto gradualmente come tecnico. Non ha avuto un’esplosione immediata, ma ha costruito il proprio percorso passo dopo passo, migliorando stagione dopo stagione. Credo che oggi sia arrivato al momento giusto per guidare una squadra ambiziosa come la Fiorentina”.

L’ex dirigente ha però invitato l’ambiente viola a non avere fretta: “Il calcio si costruisce con il lavoro e con il tempo. Pretendere che una squadra completamente rinnovata sia pronta al cento per cento già a settembre sarebbe un errore. Bisogna avere pazienza, lasciare che i giocatori si conoscano e che l’allenatore possa trasmettere le proprie idee”.

Perinetti ha infine lanciato un messaggio ai tifosi e all’ambiente: “Nel calcio moderno si cambia troppo, ogni anno arrivano dieci o quindici giocatori nuovi e questo rende difficile creare continuità. Siamo spesso troppo frettolosi nei giudizi. Le valutazioni vanno fatte più avanti, non dopo le prime settimane o i primi risultati”.