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Ferrara: “Kean è la nostra gioia. Alla difesa serve un leader. Manca il carattere”

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Le parole del noto giornalista sul periodo di difficoltà della Fiorentina
Redazione VN

Benedetto Ferrara, noto giornalista del mondo Fiorentina, è intervenuto a Radio Bruno. 

Kean è la nostra gioia. Abbiamo trovato il centroavanti ma abbiamo perso il resto. Io credo che giocatori come lui abbiano bisogno di "trovare una casa": una squadra che non lo manda in prestito, che non gli fa giocare 3 partite a stagione e che gli dia fiducia. Riesce a farsi trovare in area al posto giusto e anche in corsa non riescono a sportarlo. Quando vai in vantaggio due volte e poi ti fai recuperare è chiaro che chi sta dando il massimo abbia un momento di sconforto. De Gea è un giocatore con una carriera pazzesca, è bene che guardi male chi fa errori.

Sulle difficoltà difensive

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In questa difesa manca un leader, e il primo leader è il portiere. Si continua a parlare di difesa a tre o difesa a quattro, ma dobbiamo vedere chi sono questi tre; la difesa di Bergamo era molto presuntuosa. Ripeto in questa difesa manca un leader difensivo, e Ranieri non può fare il centrale. Ma uno che guidi la difesa ci deve essere, c'è sempre stato: Pezzella, Astori, Dainelli. Chi può forte e chi meno ma ci vuole un giocatore di carattere.


Le parole in conferenza

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Le parole di Pradè?  Mi hanno lasciato un po' perplesso, si usano sempre i media per mandare dei messaggi. Le parole di Palladino era per incoraggiare un gruppo che sapeva che sarebbe stato sommerso di critiche, queste non sono dichiarazioni che mi meravigliano. Le parole del direttore invece mi hanno meravigliato, ma io non ne farei un caso. Stiamo parlando di due persone che vivono 12 ore al giorno insieme tra campo e uffici. Il rapporto tra società e allenatore è quotidiano. Non facciamo finta che il calcio non sia finanza, lo è anche quando vengono scelte le formazioni; nel senso che l'allenatore lavora anche per la società non solo per obiettivi di campo.

Gli allenatori vengono fatti sempre fuori dalle squadre, le società quando devono esonerare un tecnico parlano con i senatori. Perché ci sono più leader: uno ha la fascia al braccio poi ce ne sono altri. Ma questo fa parte del gioco. E' evidente che se Biraghi gioca come terzo ne ha parlato con l'allenatore. Non penso che Biraghi voglia far fuori Palladino per il ruolo, piuttosto può essere una cosa legata ai risultati, ma non dimentichiamoci che è una squadra costruita all'ultimo. A Bergamo la Fiorentina nel secondo tempo non si è vista. Il fatto che non abbia reagito vuol dire che manca ancora il carattere.

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