Adrian Mutu, ospite di una manifestazione dedicata agli ex giocatori della Fiorentina, ha risposto così alle domande dei giornalisti:


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Mutu: “Firenze è casa mia. Allenare la Fiorentina? Quello è l’obiettivo”
Questo premio mi rende orgoglioso perché proviene dalla città che amo di più. Firenze la chiamo casa mia. Quando giocavo alla Fiorentina non mi rendevo conto veramente di quello che stavo dando alla città. Ora, oggi, con questo premio, mi rendo conto di aver lasciato qualcosa nel cuore dei fiorentini. Io sono fiorentino per scelta.
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Tornare a Firenze per allenare?
—Sì, direi di sì, quello è l'obiettivo. Palladino sta comunque andando bene. Ho parlato con lui: l'ho visto carico e la società ha fiducia in lui.
Sulla Fiorentina di oggi
—Anche dopo l'inizio complicato la squadra ha collezionato tante vittorie in campionato. La continuità è fondamentale. Mettendo bene in campo una squadra di undici leoni, i risultati non possono che non arrivare. E' tutto meritato. A Palladino serviva solo del tempo per conoscere i ragazzi e adesso stanno facendo bene. Ho letto che Commisso vuole portare dei rinforzi a gennaio, dunque, bene per la squadra. Mi aspetto che la Fiorentina resti tra le grandi e perché no, che ci regali qualcosa di importante. Se la Fiorentina vincesse qualcosa tornerei volentieri a festeggiare.
Gudmundsson?
—L'ho visto contro il Milan. Ha le giocate per portare la 10 sulle spalle, ma deve essere più costante. La 10 a Firenze è un numero importante, che pesa e che deve andare al giocatore che può e deve fare sempre la differenza. Diamogli fiducia.
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