Duncan si presenta: “Fiorentina una famiglia, la sento già casa mia. Ecco perché ho scelto il numero 88”

Duncan si presenta: “Fiorentina una famiglia, la sento già casa mia. Ecco perché ho scelto il numero 88”

Il ghanese è l’ultimo dei nuovi a presentarsi: ecco le sue prime parole da giocatore viola

di Paolo Poggianti, @PaoloPoggianti

Anche l’ultimo degli acquisti di gennaio si presenta. Ecco come Alfred Duncan, dalla sala stampa “Manuela Righini” dello stadio Franchi, ha raccontato le sue prime impressioni da giocatore viola:

A disposizione per la Sampdoria? Ho iniziato da un paio di giorni ad allenarmi pienamente con la squadra, spero di esserci domenica. La posizione che preferisco a centrocampo? Non fa differenza a tre o a quattro, gioco in base a quello che decide il mister. Incalzato da Pradé sul ruolo ha aggiunto: “facendo la mezzala posso fare le due fasi, sfruttando le mie caratteristiche” .

Il numero 88? Perché a Sassuolo avevo il numero 8, qui lo ha già un giocatore forte (Castrovilli n.d.r). Penso di essere ulteriormente migliorato e quindi ho scelto l’88, raddoppiando.

Quanto ha influito Iachini nel trasferimento? Il mister è stato fondamentale, ma anche la società viola, in una trattativa così lunga, ha fatto la sua parte, con il Sassuolo stesso che è venuto incontro per trovare una soluzione. Qui le parole di Pradè sulla trattativa

Classifica deficitaria? Essere in questa situazione della classifica non fa bene. Penso però che il nostro sia un centrocampo forte. Per questo devo comunque lavorare per inserirmi in un reparto con giocatori forti. Non è così semplice come può sembrare.

Perché Firenze? La Fiorentina ha tutto quello che un calciatore desidera, è molto avanti rispetto ad altre squadre. Ha un pubblico che ti spinge a fare di più di quanto un giocatore possa rendere.

Qual è stata l’accoglienza? Ho trovato molto bene la squadra, son tutti ragazzi molto bravi che mi hanno aiutato ad inserirmi in campo, in pochi giorni. Vengo da una realtà diversa dove sono stato a lungo. Ho bisogno di questa atmosfera per inserirmi al meglio, dopo 5 anni a Sassuolo non è stato semplice cambiare aria.

Somiglianze con l’avventura di Iachini coi neroverdi? La classifica non è la stessa che mister Iachini trovò a a Sassuolo, lì eravamo ancora più in basso. La squadra non ha bisogno di altro fuorché tranquillità, dobbiamo essere consapevoli delle nostre qualità e il resto viene di conseguenza.

Domenica una partita fondamentale per noi e la Samp? È una partita di calcio anche domenica, una partita importante certo, ma vale come le altre. Sarà la prima da quando sono disponibile. Non so se giocherò, ma chi scenderà in campo darà il massimo per quello che è l’obiettivo, aldilà della classifica: i tre punti.

Che effetto fa tornare in Toscana? Arrivare a giocare per la Fiorentina è come giocare per la mia famiglia. Vivo a Pescia, dopo aver avuto un’esperienza stupenda a Livorno. Questa la sento già come casa mia. Qui ho tutte le possibilità per fare sempre meglio, a 26 anni (tra un mese ne compirà 27 n.d.r.) non mi sento già arrivato.

Rispondere col sorriso al razzismo, come detto da Kouamé? Penso che più si parli di razzismo e più si fa il gioco di questi ignoranti, facendo loro pubblicità. Chi fa del razzismo non merita che si parli di lui. Quindi sì, rispondere col sorriso, ma non dando risalto a chi col calcio non c’entra niente.

Ritrovare Ceccherini? Sono contento, è una cosa bella trovare un ex compagno, così come Benassi. Fa piacere e mi aiuta a crescere.

La concorrenza? In una squadra gioca sempre chi sta meglio, con Benassi ho un gran rapporto, lo conosco da 8 anni. Con lui, con Castrovilli e gli altri ragazzi della mediana lavoriamo per lo stesso obiettivo.

Tornare a Genova? Sarà bello, in uno stadio che è uno dei più belli d’Italia, speriamo di fare bene e tornare a casa con il sorriso.

 

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