La nuova vecchia Fiorentina

La nuova vecchia Fiorentina

Tra ritorni e ambizioni, emozioni e scommesse

di Federico Targetti, @fedetarge

Bisogna ritornare sui passi già dati, per ripeterli, e per tracciarvi a fianco nuovi cammini. Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.

Chissà se Rocco&Joe avevano in mente questa frase di Josè Saramago, scrittore portoghese, quando hanno deciso di costellare di ritorni il cielo della nuova Fiorentina a stelle e strisce.
L’idea di fondo è lampante: l’ultima Fiorentina che ha incantato è stata proprio quella disegnata da Vincenzo Montella e Daniele Pradè, in una situazione per molti versi simile a quella attuale, con una squadra da ricostruire e una tifoseria insoddisfatta da accontentare; siano loro, che già ci sono riusciti una volta, a pianificare la risalita. Il Montella-bis non ha entusiasmato in corso d’opera, e c’è chi, comprensibilmente, storce il naso: l’Aeroplanino dovrà dimostrare di meritare, con la squadra a disposizione fin dall’inizio, la fiducia ribadita ierilaltro in grande stile da Commisso.
Detto del ritorno della coppia allenatore-direttore sportivo, i dejà vu non finiscono qui, come per esempio nel caso di Antognoni. L’Unico Dieci è già inserito nel meccanismo societario gigliato, ma tornerà ad avere un ruolo operativo, come lo aveva ai tempi di Cecchi Gori, tempi di passione e di coinvolgimento, che sono tanto mancati negli ultimi anni e che adesso sembrano farsi spazio con prepotenza nei piani della nuova gestione.
Poi c’è quello che sarebbe il ritorno più gradito, quello del Re Leone: proprio oggi il Corriere dello Sport – Stadio ha svelato che domani può essere il giorno della firma. Pochi giocatori sono rimasti scolpiti nella memoria dei fiorentini e di Firenze come Gabriel Batistuta, che incarnerebbe e rappresenterebbe tutto l’amore, l’attaccamento e la riconoscenza reciproci fra la città e i suoi beniamini.
Infine, torneranno alla base alcuni giovani molto promettenti, che tanto bene hanno fatto nelle serie minori, e chissà, potranno consacrarsi con una gestione al contempo attenta e coraggiosa.

Guidata da chi l’ha presa per portarla in alto, costruita da chi l’ha fatta grande l’ultima volta, rappresentata attivamente da chi ne ha scritto la storia. Questa è la nuova vecchia Fiorentina, che si appresta a vivere un’emozionante estate di calciomercato; e le vere novità non tarderanno ad arrivare… Ai soldi, come ha detto lui stesso, ci pensa Rocco, ookey?

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  1. bati - 1 mese fa

    Antognoni e il ruolo operativo ai tempi di Cecchi Gori si ma solo sulla carta. Antognoni scovò e bloccò due giovani giocatori che poi si sarebbero rivelati due campioni ma quel bischero di presidente non li volle prendere. Si chiamavano Pavel Nedved e Lilian Thuram.

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