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La discesa in campo di Rocco

Il 2021 dovrà essere l'anno dei risultati sul campo, l'arco temporale in cui Rocco Commisso concentrerà le sue maggiori forze sulla squadra

Stefano Rossi

L'Italia è il paese che ama, certamente qui ha le sue radici. Ma con Silvio Berlusconi, il presidente della Fiorentina Rocco Commisso, non c'entra nulla. Il titolo non inganni, la politica non è la sua prossima ambizione. Anzi, forse è il momento di metterla un po' da parte e occuparsi di campo. Quello verde, il giudice supremo di ogni valutazione. La vittoria contro la Juventus, il primo vero trionfo epico della sua gestione, ha mostrato al numero uno viola il lato più sensibile del tifoso di calcio. Ok, c'è stato l'innamoramento iniziale e i capannelli sotto il suo albergo per un selfie e un give me five. Alla fine però senza risultati non basta nemmeno un centro sportivo nuovo di pacca (opera grandiosa, diciamolo subito) per non perdere il consenso acquisito. Non c'è niente che possa unire e mettere d'accordo come le vittorie.

Il 2021 sarà l'anno della ricerca dei risultati sul campo, l'arco temporale in cui cercare di scalare posizioni. Questo non significa che le infrastrutture dovranno essere accantonate. Anzi, una equa distribuzione dei compiti e risultati auspicabili non possono che far pendere l'ago della bilancia verso il segno più. Come regalo, nel giorno di Natale, lo stesso Prandelli ha chiesto di concentrare tutte le forze sulla squadra. E' troppo avveduto l'allenatore viola per non averne prima parlato con lo stesso Commisso che chissà, nel suo intervento di questa sera alle 18.00 a Radio Bruno, potrebbe spiegare anche questi aspetti. L'augurio per il nuovo anno è semplice, spontaneo: che le vittorie tornino una sana abitudine, tutte le altre incomprensioni o acredini se ne andranno di conseguenza.

 GERMOGLI PH: 26 GIUGNO 2019
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