Nel corso dell'intervista realizzata con Violanews, Filippo Distefano, ala della Carrarese in prestito dalla Fiorentina, si è lasciato andare sul suo passato nelle giovanili, sul suo esordio in viola e sul presente complicato della formazione che Fabio Paratici in dirigenza e Paolo Vanoli in panchina stanno cercando di tirar fuori definitivamente dalla zona retrocessione:

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Distefano a VN: “Non mi aspettavo un’annata così, ma nemmeno la reazione di Firenze”
L'Under 18 ha da poco trionfato nella Viareggio Cup: cosa provi ripensando alle 3 Coppe Italia e alle 2 Supercoppe vinte qua a Firenze con la Primavera?
Sono dei bellissimi ricordi, eravamo un gruppo molto unito. Non nego però che c'è rammarico per non aver vinto nemmeno uno scudetto sotto gli occhi di Barone e Commisso, che tenevano tanto alla Primavera. Sì, abbiamo vinto molto ma se ripenso a quei tempi, ammetto di non aver ancora digerito quella finale scudetto persa. Vincere è sempre bello, ma alla fine la Primavera è un percorso di crescita e divertimento e io ho solo dei bellissimi ricordi a Firenze.
Hai esordito in Serie A a 18 anni, nel 3-1 contro la Sampdoria: se ripensi a quel giorno?
Sì, ho esordito con mister Italiano. Lì per lì, dentro di me ho pensato “Finalmente, è fatta!”. Invece era solo l'inizio di un percorso… Ovviamente il fatto di aver esordito con la Fiorentina è un ricordo a cui sono sempre molto legato.
Scusa, divaghiamo un attimo. Hai nominato giustamente Italiano, che si è sempre concentrato molto sugli esterni come te. Però Orsolini quest'anno fatica: cosa ne pensi dunque del momento difficile che sta attraversando quest’ultimo sotto la sua guida?
Sai, a volte le stagioni iniziano come un loop mentale, ma io credo che Orsolini sia un esempio stra-positivo, ha sempre fatto cose incredibili anche con Italiano. La sua stagione nonostante tutto non si può definire negativa, io lo prendo come esempio: è una macchina da gol e assist, un punto fermo della Serie A. Anche Gattuso, nell’ intervista, ha detto che avrebbe meritato un posto in Nazionale. Credo anche che ad Italiano non si possa imputare nulla per il lavoro fatto a Firenze: ha portato un calcio incredibile, ha portato risultati… poi giustamente i tifosi vogliono vincere, vogliono un trofeo.
A proposito di stagioni negative, cosa ne pensi del momento che sta vivendo la Fiorentina?
Sicuramente nessuno si poteva aspettare una stagione del genere. Io sono cresciuto a Firenze e so che è una città che vive a pieno ogni emozione legata alla squadra. Vedere partire così male la Fiorentina mi ha stupito, come mi ha stupito allo stesso tempo vedere i tifosi sempre presenti per sostenere la squadra. Non hanno mai fatto grandi contestazioni e penso che sia positivo: in altre piazze sarebbe successo l’impossibile, loro invece hanno capito il momento di difficoltà e sono sempre stati vicini ai ragazzi. Per la storia importante che ha, Firenze si merita di lottare per le prime 5-6 posizioni della classifica. La rosa ha leader importanti come De Gea, Kean, Fagioli… I giocatori hanno attraversato piano piano un loop mentale negativo e Vanoli è stato bravo ad entrare nella testa dei giocatori, ai quali non mancano le qualità per tornare ad essere la Fiorentina che conosciamo. Per questo credo che i viola si salveranno senza problemi.
Ritieni Firenze una piazza difficile, che richiede qualcosa in più delle altre?
Più che difficile, la ritengo importante. I tifosi sono passionali: quando le cose vanno bene ti danno un amore incommensurabile. Penso che fare la differenza a Firenze, abbia un valore diverso dal farla altrove e la Fiorentina dovrebbe lottare per vincere trofei e avere come concorrenti le top italiane.
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