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Iachini e la Fiorentina, amarsi un po’ conviene a tutti e due

(Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images)

Iachini e la Fiorentina, dieci giornate da vivere insieme e tutte d'un fiato: in ballo c'è il futuro di entrambe le parti

Stefano Rossi

Dieci giornate all'alba. Quella viola, per disegnare un futuro nuovo e migliore. E quella di Beppe che, lontano da Firenze, riprenderà la sua carriera in panchina. Le ultime partite di questo campionato nascondono ancora insidie e punti interrogativi. Iachini è sempre stato amato da queste parti, certamente da giocatore. Da allenatore invece, suo malgrado, è sempre stato visto come un traghettatore. Ma è proprio ora che deve diventare l'allenatore migliore nell'immaginario collettivo, per più motivi. Intanto per tirare fuori la Fiorentina dalla zona scivolosa della classifica ed evitare lo spettro della B. Poi c'è la questione della programmazione del club. Prima arriverà la certezza di giocare il prossimo campionato in A, prima la dirigenza potrà presentare elementi concreti a colui che vorrà ingaggiare come nuovo allenatore. E lo stesso vale per i giocatori: difficile oggi parlare del domani con agenti che prenderebbero tempo proprio mettendo in mezzo il presente ballerino.

Da questo sprint finale, anche Beppe Iachini ha tanto da guadagnare. La sua carriera parla per lui, dove va difficilmente sbaglia. Solitamente porta a compimento le missioni per cui viene chiamato ed è facile, girando gli stadi (almeno quando c'era il pubblico) sentire gli applausi di persone che lo ricordano per vecchie imprese. Ecco, se anche quest'anno dovesse salvare con tranquillità la Fiorentina, aggiungerebbe un altro bel biglietto da visita al suo curriculum. Carta sempre importante per trovare un nuovo impiego su un'altra panchina. Amarsi un po', conviene a tutti.

 Photo by Gabriele Maltinti/Getty Images
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