Primavera, un altro sogno infranto. Ma le pianticelle crescono bene

Primavera, un altro sogno infranto. Ma le pianticelle crescono bene

La Fiorentina di Emiliano Bigica non è riuscita a spezzare un incantesimo che dura da ventisei anni, perdendo per 2-1 la finalissima della Viareggio Cup contro l’Inter

di Stefano Fantoni, @stefanto91

L’attesa continua. La Fiorentina di Emiliano Bigica non è riuscita a spezzare un incantesimo che dura da ventisei anni, perdendo per 2-1 la finalissima della Viareggio Cup contro l’Inter. Un’autentica bestia nera la formazione nerazzurra, che dopo aver battuto i viola nella finale scudetto si è ripetuta anche allo stadio Dei Pini. Il burlamacco si tinge di nerazzurro, in casa viola restano i rimpianti, ma anche tanti lati positivi da cui ripartire verso questo finale di stagione.

Innanzitutto la verve di Gori (LEGGI LA SCHEDA COMPLETA SU TUTTITALENTI.COM) e Sottil. Il primo, premiato come Golden Boy del torneo, ha chiuso a quota quattro gol, conquistando addetti ai lavori e tifosi, al punto da farsi dedicare un coro personalizzato. Il secondo è stato forse uno dei migliori della Fiorentina, per classe e tecnica, segnando anche il gol dell’illusione in finale. E poi Ranieri, un autentico treno sulla corsia sinistra, e Mosti, che sulla fascia opposta ha mostrato personalità da vendere.

Tra le note liete anche il portiere Brancolini, unico 2001 sceso in campo, contro Empoli e Sassuolo: riflessi felini nonostante una struttura fisica imponente (oltre 190 cm). Bene Lakti in mediana, un moto perpetuo che corre per quattro e segna pure (due centri). Positivo anche il Viareggio di Diakhatè, che ha ritrovato la vena del bomber, ma anche mostrato lati caratteriali da smussare.

In generale, la Primavera ha una base ed è più che solida, sia in previsione del finale di stagione, sia in ottica futura. Pioli, presente a Viareggio per la finalissima, sta seguendo con costanza questi ragazzi, che chi più chi meno sono pronti al salto tra i grandi. Adesso testa alla trasferta di Napoli, come ha detto Bigica nel post partita, poi se sono pianticelle robuste cresceranno.

 

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  1. folder - 1 anno fa

    ” E poi Ranieri, un autentico treno sulla corsia sinistra, e Mosti, che sulla fascia opposta ha mostrato personalità da vendere”.
    Egr. Sig. Fantoni.
    Mi chiedo come ha fatto a scrivere queste cose a proposito di due ragazzi che non sanno nemmeno dove sta di casa giocare a calcio.Non hanno tecnica di base,
    non sanno come si stoppa un pallone,non sanno fare un passaggio semplice di tre
    metri e su tre cross ne sbagliano due.Tra l’altro Ranieri non sa nemmeno battere i falli laterali(da una sua rimessa laterale regalata ai nerazzurri,nel senso che invece di passare il pallone ai nostri lo ha dato direttamente agli interisti( e non è nemmeno la prima volta perchè mi ricordo una partita a Firenze contro la juve dove smarcò Favilli davanti al nostro portiere e così quello fece goal e noi si perse la partita)facendo così nascere l’azione del loro pareggio perchè la nostra difesa si è trovata sbilanciata.Mi creda Sig. Fantoni di questa squadra solo pochi possono ambire ad alti traguardi e tra questi non rientrano assolutamente quelli di cui Lei
    magnifica le doti!

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