Oggi avrebbe compiuto 90 anni Mazzoni, “Maestro” delle giovanili viola

Oggi ricorre l’anniversario della nascita di Mario Mazzoni, una delle figure più importanti della storia della Fiorentina

di Roberto Vinciguerra, @RobWinwar
Mazzoni

Il 17 maggio 2019, all’età di 88 anni, ci lasciava Mario Mazzoni, nato il 29 marzo 1931, un vero e proprio “pezzo” della storia viola.
Fiorentino puro sangue, della zona del Pignone, dopo avere militato nelle giovanili della Fiorentina il giovane Mario (il “cucciolo” come veniva chiamato in quel periodo) indossò, successivamente, le maglie di Pro Firenze, Castelfiorentino, Signa, Siena, Empoli, Ascoli e, soprattutto, Bari, dove, tra il 1953 ed il 1963, disputò oltre 300 gare ufficiali, divenendo un giocatore simbolo della storia dei “galletti”. Dopo l’esperienza pugliese Mazzoni chiuse la carriera in Toscana nel Prato e nel Poggibonsi, in cui svolse il ruolo di giocatore-allenatore.

La carriera da allenatore

Nel 1965, dopo avere frequentato il corso al Centro Tecnico di Coverciano, divenne allenatore della “Primavera” della Fiorentina, ruolo che mantenne fino al 1968, anno in cui riuscì a raggiungere la finale dell’autorevole campionato “De Martino” (persa alla “monetina” contro la SPAL, CLICCA PER LEGGERE L’ARTICOLO COMPLETO).
Nell’estate del 1968 passò a coprire il ruolo di vice allenatore della prima squadra, prima con Pesaola (con cui divenne campione d’Italia nel 1969) e poi, successivamente, con Pugliese, Radice, Liedholm e, nel 1974-75, con Rocco nella stagione che terminò con Mario Mazzoni in panchina nel trionfo in Coppa Italia a Roma contro il Milan. Nelle annate successive Mazzoni tornò a ricoprire il ruolo di “vice” con Mazzone, fino al dicembre 1977, quando riassunse (per qualche gara) il ruolo di allenatore della prima squadra in seguito all’esonero del tecnico romano.
Nel 1990, con la gestione “Cecchi Gori”, Mario Mazzoni (che all’inizio degli anni ottanta aveva aperto l’importante scuola calcio “Florentia”) ritorna a coprire il ruolo di responsabile delle giovanili nella Fiorentina, mansione che mantenne fino al fallimento della società gigliata nel 2002. In quel periodo la società viola conquistò una Coppa Italia Primavera (1996) ed il suo ultimo Torneo di Viareggio (1992), per poi perdere 3 finali negli anni successivi.

Il ricordo e le sue parole

Lo scrittore barese Gianni Antonucci scrisse di Mazzoni «Conquistava subito l’affetto della tifoseria barese tanto che, nelle giornate storte, calamitava ugualmente applausi ed approvazioni».“Era il ‘75 – aveva raccontato Mazzoni a “La Repubblica” – avevano esonerato Nereo Rocco e mi toccò andare in panchina, in attesa che arrivasse Mazzone. Stavo male, non dormivo, non mangiavo. Non era il “mio”. Una volta sentii alla radio che avevano mandato via Mazzone e avevano promosso me. Stavo mangiando a casa con la mia famiglia. Manca poco svengo. Chiamai subito il presidente: non facciamo scherzi, io sono il secondo e resto secondo. Oh, io sono fatto così. Fu Egisto Pandolfini a chiamarmi a Firenze. E così tornai nella mia città e iniziai ad allenare le squadre giovanili. Il giocatore più intelligente? Beh, forse Ciccio Esposito. Era uno che faceva correre gli altri, ma mai a caso”.

 

Di Gennaro: “Mario Mazzoni un esempio per il calcio. La gara importante sarà Empoli-Torino”

 

 

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  1. ottone - 2 settimane fa

    Mazzoni, Mazzone…era un Fiorentina ancora artigianale dove il “pezzo” si riparava in corso d’opera. 1976 così così. 1977 terzi. 1978 salvi all’ultima giornata. Poi la risalita, poi i Pontello. La “svolta” la potevi agognare, e arrivava quando meno te l’aspettavi. Ora è roba da suicidio mentale. Spazzatura.

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