Viola News
I migliori video scelti dal nostro canale

Ricordi

Portillo: “A Firenze ero contento. Purtroppo c’era Mondonico, mi dava poco spazio”

FLORENCE, ITALY - DECEMBER 19: Fiorentina's Javier Portillo celebrates after scoring against Chievo Verona, during the Italian Serie A match between Fiorentina and Chievo Verona at the Stadio Artemio Franchi on December 19, 2004, in Florence, Italy. (Photo by New Press/Getty Images)

L'ex viola: "Ero contento a Firenze, una città molto bella in cui vivere. Purtroppo c'era un allenatore, Mondonico, che mi dava poco spazio"

Redazione VN

Vi ricordate di Javier Portillo, il talento del Real passato da Firenze nella stagione 2004-2005? La sua carriera da giocatore non rispettò le premesse ma oggi, da dirigente, l'ex attaccante spera di avere più fortuna: "Sono stato direttore sportivo dell'Hércules - racconta lo spagnolo a tuttomercatoweb - club di Alicante che ha militato in Segunda B (l'equivalente della nostra Serie C, ndr). Abbiamo raggiunto due finali dei playoff per salire di categoria, poi perse contro Ponferradina e Cadice. Ho deciso poi di lasciare l'incarico e nel frattempo è arrivata la pandemia di Covid. In quel periodo mi aggiornavo guardando i campionati stranieri, come la Serie A, ma anche il campionato inglese, francese, portoghese e belga. Fino a che non è arrivata una chiamata dal Rayo Vallecano che mi ha proposto il ruolo di segretario tecnico".

Portillo prosegue parlando della sua esperienza alla Fiorentina: "Ero contento a Firenze, una città molto bella in cui vivere. Purtroppo c'era un allenatore, Mondonico, che mi dava poco spazio. A gennaio poi il Real Madrid aveva bisogno di un attaccante in più e ha deciso di richiamarmi. Devo dire che a me la Serie A piace, inoltre non è vero che sia un torneo difensivo. È migliorato tanto. Ricordo una partita, ma quando ero al Real Madrid, contro il Milan in Champions League nel 2002. Ero un ragazzino, per me fu incredibile ritrovarmi contro Maldini, Costacurta, Dida. Riuscii ad avere la maglia proprio di Maldini e fu un'emozione grandiosa".