Pantaleo Corvino, ex direttore sportivo della Fiorentina, parla così della sua avventura a Firenze in un'intervista esclusiva a TvPlay.it:


ex viola
Corvino racconta: “La mia follia per Vlahovic e quel retroscena con la madre”
Ogni acquisto è una storia a sé: può essere un top o un flop. A volte in gioco non ci sono solo le capacità di un dirigente, ma anche il fiuto e quella dose di aspetto mentale-psicologico. A Lecce, scovai Bojnov a 12-13 anni in un viaggio a Malta dove ero andato a visionare Berbatov. Anche lui lo avevamo preso, poi saltò tutto a causa delle visite mediche. Dopo il debutto di Bojnov in A con una stagione da 11 gol, decisi di cederlo alla Fiorentina per dare più spazio a Vucinic. Tutti mi diedero contro, ma poi si rivelò la scelta migliori. Rivenduto a 21 milioni.
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Vlahovic? Molti pensavano avessi azzardato troppo per lui. Un ragazzo di 17 anni, pagato un milione e mezzo, è un po' una follia. Essendo anche extracomunitario, occupava una casella che precludeva l'arrivo di altri calciatori. Oggi le critiche son carezze. Vedere la Fiorentina venderlo per 80 milioni mi ha fatto ripensare alle parole della madre. Alla firma si presentò e mi disse: "Guardi che le sto dando il nuovo Batistuta". Io risposi che mi bastava fosse anche il nuovo Toni, ma guardando l'evolversi delle cose, forse lei aveva proprio ragione.
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