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Vlahovic-gol e quella voglia di diventare importante. E se dal mercato arriva la spalla giusta…

GERMOGLI PH: 16 DICEMBRE 2020 FIRENZE STADIO ARTEMIO FRANCHI SERIE A FIORENTINA VS SASSUOLO NELLA FOTO VLAHOVIC

Rispetto a pochi mesi fa, la crescita del centravanti serbo è evidente, anche grazie alla fiducia che gli sta dando Cesare Prandelli

Alessandro Bracali

Cosa vuol dire la fiducia. Specie quando si hanno appena vent’anni e ti è stato affidato il compito mica tanto facile di guidare l’attacco di un club dal nome importante. Uno degli eroi di Torino, Dusan Vlahovic, che sotto la guida del maestro Cesare Prandelli è cambiato e adesso sembra un altro giocatore rispetto a quello, ad esempio, che sbagliava, anche con una certa sufficienza, un gol facile facile a San Siro contro l’Inter. Era il 26 settembre 2020, tre mesi fa precisi, e con quel tiraccio di destro da pochi passi l’attaccante serbo non solo falliva il colpo del ko – i viola, come sappiamo, perderanno poi quella partita – ma toccava anche il fondo del suo anno a dir poco travagliato. Inizialmente titolare nella gestione-Iachini, Vlahovic segna anche gol importanti come quello di Napoli (splendido) e la doppietta di Genova contro la Samp, poi gioca meno fino allo stop causa Coronavirus, con la fase iniziale del lockdown passata a combattere proprio contro quell’avversario terribile ed invisibile che è appunto il Covid-19. Alla ripresa del campionato, nonostante alla prima col Brescia sia titolare, il suo impiego diminuisce sempre di più, fino a sparire del tutto dal radar viola, sia in termini di presenze che di segnature.

In tanti, durante la pausa estiva, vorrebbero la sua cessione in prestito per vederlo giocare con continuità, il Verona sembra molto interessato e Juric viene subito definito “l’allenatore ideale” per far crescere Vlahovic. Il quale, però, resta alla Fiorentina, anche perché il club gigliato decide di puntare sui suoi tre giovani attaccanti piuttosto che spendere diversi soldi per il Piatek di turno. Ma tra settembre e ottobre l’ex Partizan il campo lo vede pochissimo. Solo una volta da titolare, in casa contro la Samp, partita persa malamente dalla Fiorentina ma in cui Vlahovic segna il suo primo gol stagionale. Passano le settimane, la classifica inizia a piangere, l’ambiente e la squadra si deprimono ed ecco che ritorna Cesare Prandelli. Il tecnico tanto amato a Firenze inizia le sue rotazioni e modifiche tattiche, ma Vlahovic è una delle pochissime costanti: sempre titolare, è lui il riferimento centrale là davanti. Contro il Benevento ha zero palloni giocabili, solo un cross di Lirola che cerca di trasformare in oro sotto misura, col tacco, senza fortuna, mentre con l’Udinese in Coppa Italia gioca malino e spreca un’occasione incredibile. Il cambiamento s’inizia ad intravedere col Milan: in casa della capolista è molto più combattivo rispetto al recente passato e coglie anche una clamorosa traversa sull’1-0 per i rossoneri, con una fiammata di sinistro. Da lì la crescita è sempre più evidente – nella disfatta di Bergamo, ad esempio, è sicuramente uno dei pochissimi a salvarsi – fino ai tre gol siglati in sei giorni contro Sassuolo, Verona e Juve. Con in più un atteggiamento in campo ed una predisposizione al sacrificio che prima non c'erano.

Con il 2021 sarà fondamentale per Vlahovic riprendere da dove ha lasciato e non disperdere per nulla al mondo quella determinazione ed energia positiva che ne hanno fatto uno dei migliori viola visti nelle ultime settimane del 2020. E magari, col mercato, può arrivare anche un nuovo compagno di reparto con cui poter condividere le battaglie da fare lassù, per togliere la Fiorentina da una zona di classifica che non le compete.

 (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)
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