Sono convinto anch’io che Tudor non sia stato messo in preallarme, ma neppure De Rossi, come si sente sussurrare nei corridoi del mondo del pallone, anche se i due allenatori piacciono da sempre a Pradè.


L'EDITORIALE
Quindici milioni per Man. Palladino non rischia solo se la Viola riparte
La Fiorentina ha fatto bene a smentire l’interesse verso altri tecnici anzi, mi sarei aspettato parole ancora più forti in difesa di Palladino e del suo lavoro. Nei momenti di difficoltà si deve far così, la prima mossa è cercare di ricompattarsi, il messaggio deve essere forte e chiaro per l’ambiente esterno, ma soprattutto per i giocatori. Anche se, ovviamente, alcune scelte del mister viola nelle ultime gare sono apparse molto discutibili e gli errori evidenti.
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Un allenatore in difficoltà, e Palladino è un allenatore in difficoltà, va protetto e rafforzato, almeno fin quando è possibile, fin quando ci credi.
Ma anche Palladino deve farsi aiutare perché non ha neppure le spalle così larghe per permettersi di dire, come ha fatto, che Pradè deve occuparsi del mercato e alla squadra ci pensa lui. Non funziona così. Società e allenatore devono dialogare su tutto e i consigli vanno analizzati. Poi, è ovvio, le scelte di formazione le fa l’allenatore con tutte le sue responsabilità. Spiegatelo a Palladino che nelle società organizzate gira così e il concetto di umiltà, spesso espresso da Pradè, forse ha un indirizzo preciso.
La crisi
—Comunque la crisi viola non è all’ultimo stadio, ci sono modi e tempi per recuperare e riallinearsi a quelli che erano gli obiettivi di inizio stagione (Europa League) e magari per continuare a puntare la Champions. Se poi la caduta dovesse continuare (tocchiamo ferro) e non ci fosse un’inversione di tendenza, allora riparliamone, ma oggi Palladino va difeso.
Il problema è che la bufera del dopo-Monza non è stata scatenata dai soliti giornalisti cattivi, ma da Daniele Pradè con le sue dichiarazioni ai Canali mediatici della Fiorentina dove ha usato parole durissime. E non è la prima volta.
Se poi, nel frattempo, Palladino e Pradè che non se le sono certamente mandate a dire, hanno chiarito e ritrovato quel feeling che sembrava smarrito, siamo tutti contenti. Speriamo anche che il gruppo abbia ritrovato davvero compattezza come detto dalla società, perché due capitani (Biraghi e Quarta) che se ne vanno, altri giocatori che hanno già fatto la valigia e sempre Pradè che ha parlato di “mal di pancia”, facevano pensare decisamente al contrario.
L’errore di Pradè, e meraviglia per la sua esperienza, è stato quello di uscire allo scoperto, nei dopo gara servirebbero thermos di camomilla, ma a volte dirsele bruscamente in faccia e poi chiarirsi può servire a ripartire. Vedremo.
Del resto non è difficile capire se le cose sono state rimesse a posto per davvero come ci hanno fatto sapere, basta aspettare le dodici e trenta di domenica prossima quando la Fiorentina giocherà contro il Torino. Io mi aspetto Folorunsho dall’inizio e il centrocampo a tre, ma credo che se lo aspetti anche Pradè.
Le trattative
—In attesa, l’unica cosa che davvero può aiutare Palladino è il mercato. Lo dico da settimane. Quando prendi un allenatore che non mette al centro del suo lavoro il gioco, ma i giocatori, devi dargli gli uomini che gli piacciono e un rosa tecnicamente adeguata. Palladino i giocatori non li fa crescere, li deve avere pronti. Quelli che non vede non li fa giocare, la storia è chiara.
Ecco allora che dopo Quarta e Biraghi devono uscire più in fretta possibile i vari Ikonè, Kayode, Kouamè e altri, per immettere giocatori in grado di portare muscoli, centimetri e qualità. Il piano era già noto prima di questa bufera, e le indicazioni chiare come vi ho già scritto diverse volte.
Commisso ha dato via libera con un budget importante per portare in viola un esterno che faccia la differenza, un centrocampista di gamba oltre Folorunsho (Bondo o Lovric?), un difensore di piedi buoni che possa guidare la linea (Pablo Mari?) e un esterno basso se esce Kayode.
Per l’esterno è sempre complicato arrivare all’obiettivo Luiz Henrique, il Botafogo non scende sotto i trenta milioni e allora un’altra pista può davvero essere Dennis Man, rumeno del Parma, che conosciamo da diversi anni. I numeri li ha, forse manca di continuità, ma il Parma chiede non meno di quindici milioni.
Il problema poi è anche vendere perché Ikonè non accetta la Turchia e gli Usa, come già detto, e non è facile trovare una soluzione. Kouamè potrebbe andare al Toro nello scambio con Sanabria. Mancano due settimane alla fine del mercato, se arriveranno davvero giocatori di qualità più alta degli attuali panchinari, capaci di portare energia, la marcia verso la Champions potrebbe riprendere, la classifica lo dice.
Ma Palladino non può più sbagliare e recuperare in fretta gente come Gudmundsson, ma anche Pongracic, e riattivare Colpani, è compito suo. Servono idee, ma anche soluzioni. Tutti gli allenatori sono legati ai risultati, soprattutto se sei un risultatista e non un giochista, come l’allenatore viola, quindi c’è solo una strada per spazzar via illazioni, dubbi e discorsi sul futuro: tornare a vincere.
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