Montiel a VN: “Sogno di tornare. Sono gracilino ma non devo fare a sportellate”. L’esperienza al Vitoria e lo spogliatoio viola

Montiel a VN: “Sogno di tornare. Sono gracilino ma non devo fare a sportellate”. L’esperienza al Vitoria e lo spogliatoio viola

L’intervista social al trequartista iberico: “La lontananza con la mia ragazza è dura, passo le giornate tra l’allenamento in casa ed i videogiochi”

di Iacopo Nathan

Nell’ormai consueto appuntamento su Instagram con Violanews.com, l’ospite del giorno è stato Tòfol Montiel (ieri Lezzerini, LEGGI). Le emozioni con la maglia della Fiorentina, prestito in Portogallo e qualche retroscena dello spogliatoio viola sono solo alcuni degli argomenti toccati durante la chiacchierata con il fantasista spagnolo classe 2000. Queste le sue parole:

Com’è la situazione in Portogallo?
“Sto bene. Mi trovo qua in casa e seguo le cose che ci dicono di fare per stare meglio possibile, la situazione è delicata. Faccio degli esercizi a casa, è l’unico modo per restare in allenamento. Altrimenti quando ripartiremo sarà dura”.

Come stai passando le tue giornate? Hai sentito qualcuno della Fiorentina?
“Sento ancora tante persone della Fiorentina, in particolare parlo spesso con German. Passo le giornate tra allenamenti a casa e videogiochi. Purtroppo la mia ragazza si trova in Italia, è dura sopportare la distanza”.

Nello spogliatoio viola ci sono tanti giocatori appassionati di fantacalcio, giochi anche te?
“Non me ne intendo tanto. Mi faccio da parte”.

Raccontaci il suo passaggio dalla Spagna all’Italia.
“Ho affrontato quel momento con l’entusiasmo di un ragazzino di 18 anni che segue il sogno di diventare calciatore. Bisogna restare più sereni possibile se vogliamo centrare i nostri successi”.

E del rapporto con Firenze cosa ci dici?
“Quando ero in Spagna non conoscevo molto Firenze come piazza calcistica. Poi sono arrivato e tra me e me ho detto: ‘Oh, ma qua fanno le cose sul serio’. A Moena mi sono trovato subito benissimo con i compagni, ho fatto un buon ritiro che mi ha permesso di restare con la prima squadra. Poi sono passato in Primavera”.

A proposito di Primavera: come hai vissuto quel periodo?
“Un calciatore deve giocare per crescere, ho sempre dato la disponibilità per andare a giocare in Primavera. Bigica mi ha sempre dato fiducia. Alla fine abbiamo vinto la Coppa Italia dopo tanto che aspettavamo di alzare un trofeo, è stato perfetto”.

E’ proprio con Bigica che è nata l’intesa con Vlahovic…
“Giocavamo sempre insieme, per noi è stato normale cercarsi anche fuori dal campo. L’ho già sentito qualche volta da quando mi sono trasferito in Portogallo”.

Nel tuo cofanetto dei ricordi che posto occupa l’esordio in Serie A?
“Quel giorno sono rimasto legato al telefono perché mi arrivavano un sacco di messaggi. Quando vedi tanto supporto e tanti complimenti non puoi che ringraziare. Ora arriva la parte più difficile, restare in questo mondo cercando di giocare con continuità”.

Da qual momento, però, non hai trovato molto spazio in prima squadra.
“Devo ringraziare sempre i tifosi viola che non mi hanno mai riservato brutte parole. Solo sostegno da parte loro. Le decisioni poi le deve prendere l’allenatore, nella Fiorentina ci sono tanti talenti e la concorrenza è sempre alta. Per un giovane è difficile, ma sono sempre rimasto a disposizione del mister allenandomi per cercare di ritagliarmi il mio spazio”.

Eppure la stagione era partita nel migliore dei modi con i due assist vincenti nella gara contro il Monza…
“Non mi sono mai visto ad un livello inferiore rispetto agli altri. Fisicamente sono un po’ più piccolo ma il mio lavoro non è fare a sportellate. Quel giorno è andato tutto bene, sia a me che a Vlahovic. Sono molto contento di aver disputato quella partita, è stata molto importante per me. Dopo, purtroppo, c’è stato qualche infortunio che mi ha tenuto fuori”.

Qual è il peso nello spogliatoio di un giocatore come Ribery?
“Trovarsi nello spogliatoio un giocatore così, che hai visto in campo nelle finali di Champions quando eri piccolo, è molto importante. Hai sempre grande rispetto verso di lui, la sua mentalità da campione lo ha portato a vincere tutto. Dà consigli ad ogni compagno di squadra provando a trasmettere la sua esperienza. Serve tanto, soprattutto ai giovani. E’ un esempio”.

Come sta andando al Vitoria Setubal? Cosa ti ha portato a prendere la scelta di lasciare temporaneamente Firenze?
“Il mese di gennaio è stato difficile, duro. Avevo bisogno di trovare dei minuti in campo. Il mister del Vitoria (Velazquez, ex Udinese, ndr) mi conosceva e la sua voglia di puntare su di me è stata determinante nella mia scelta”.

E il futuro?
“Spero sia a Firenze, sono al Vitoria in prestito secco. Speriamo che tutto vada bene e che si possa tornare a giocare prima possibile, poi penseremo al futuro. Sicuramente tornare alla Fiorentina sarebbe molto bello per me”.

A Firenze ti abbiamo visto giocare prevalentemente come esterno. E’ quello il tuo ruolo preferito?
“Ho sempre giocato trequartista, il classico numero 10 dietro la punta, ma l’anno scorso, in Primavera, ho giocato anche esterno. Per me l’importante è stare a contatto con la palla, poi posso giocare anche in porta”.

Hai dei modelli di riferimento?
“Oziel e Isco. Sono i giocatori a cui assomiglio di più per tipo di gioco”.

Torniamo allo spogliatoio della Fiorentina: abbiamo visto che spesso scherzi su Instagram con Venuti.
“Lorenzo è sempre allegro, arriva alla mattina e non lo vedi mai con la faccia depressa. Dà quell’allegria necessaria allo spogliatoio, ho un bel rapporto con lui. Mi chiama ‘Flaho’, alla fiorentina, per il mio fisico un po’ gracilino (ride, ndr)”.

Chi fa più ridere nello spogliatoio?
“La coppia Ceccherini-Venuti, sono fondamentali per l’unità del gruppo. Scherzano sempre”.

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