Risposta più semplice ed immediata: scelta tecnica di Palladino. Se invece vogliamo provare a ragionarci su, ecco queste poche righe in merito. Un tema che si presta bene ad un esame, specie dopo una vittoria come quella contro il Milan è una formazione iniziale che, tra molte scelte tecniche e un paio di indisponibilità, presentava otto volti nuovi su undici rispetto alla stagione 2023/24. Chi sono i tre "superstiti"? Dodo, il terzino destro, e Comuzzo e Ranieri, i due difensori centrali. Che a dirla tutta l'anno scorso erano le riserve di Milenkovic e appunto di Quarta, non certo titolari fissi, Quindi se vogliamo possiamo affermare che assieme a tutto il resto è cambiata anche la difesa, nei suoi interpreti, con gerarchie riviste. E l'augurio di vedere presto protagonista anche Pongracic.


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“Mi riprenderò il posto”: ma perché Quarta non gioca più nella Fiorentina?
Orgoglio del vivaio
—L'unico baluardo che ha resistito non solo ad un infortunio gravissimo risalente a ormai più di un anno fa, ma anche allo tsunami tecnico e tattico portato dal cambio Italiano-Palladino è stato quindi Dodo, pretoriano di entrambi. Ranieri e Comuzzo, comunque, hanno lavorato con l'attuale allenatore del Bologna e si possono considerare a tutti gli effetti delle conferme rispetto alla rosa a disposizione nella scorsa annata. Prima di concentrarci su Quarta bisogna anche chiederci questo: come si spiega che il reparto arretrato, quello più bersagliato dalle critiche nel triennio con Vincenzo Italiano in panchina, sia stato quello che alla fine della fiera è stato meno interessato da un mercato che ha rivoltato altri reparti come un calzino? C'è da considerare l'utilità pratica dei giocatori che lo compongono: Ranieri è cresciuto nel vivaio, Comuzzo e Kayode lo saranno quando non saranno più Under 22, Gli unici altri elementi di questo tipo in rosa sono Sottil e Martinelli, quindi c'è anche una necessità dal punto di vista regolamentare.
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Questione di linea
—Tornando al Chino, che tra l'altro ha recentemente rinnovato il contratto con la Fiorentina, il nocciolo della questione va individuato nella linea più bassa imposta da Palladino fin dal ritiro e anche prima del passaggio da tre a quattro, un atteggiamento che evidentemente penalizza l'irruenza (che porta anche qualche errore di troppo) e l'esplosività di Quarta e avvantaggia i due attuali titolari, Ranieri e Comuzzo, autori di ottime prove dal secondo tempo contro la Lazio in poi. I due italiani hanno un approccio più muscolare e allo stesso tempo disciplinato, specialmente l'uomo del momento, Comuzzo, capace di sopperire con una minuziosità eccellente alla mancanza di esperienza. Il problema, se vogliamo parlare di problema riferendoci a quel che ha animato il dibattito dall'autunno 2021 all'estate del 2024, non era la difesa intesa come i difensori, ma la difesa intesa come atteggiamento difensivo, che favoriva l'impiego di un estroso come Quarta. E chissà, allora, se l'argentino riuscirà nell'intento dichiarato di riconquistare il posto nell'undici iniziale: dipenderà tutto dalla sua attitudine al cambiamento e dalla sua prontezza nello sfruttare cali futuri dei suoi concorrenti. Di sicuro sarebbe un peccato, in generale, non sfruttare al meglio le sue qualità per quel che si è visto negli ultimi due anni.
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