Come fatto durante il Mondiale del 2022 in Qatar, anche per gli Europei 2024 in Germania la redazione di Violanews.com vi accompagnerà ogni giorno con un protagonista di una delle nazionali impegnate in campo. Con un approfondimento su un calciatore che potrebbe fare al caso della Fiorentina. Tra il serio e il faceto, vestiremo i panni di osservatori, vagliando una serie di profili scelti non tra i più attesi alla vigilia, ma tra coloro che si guadagnano la ribalta sfruttando la vetrina più prestigiosa, quella sognata da ogni calciatore del Vecchio Continente.
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“Ma perché un si compra noi?” – Rajkovic, un super pararigori per Palladino
Disclaimer
—Avviso a lettori e 'naviganti': il contenuto di questo articolo non prende spunto da indiscrezioni o rumors di mercato, trattasi piuttosto di un semplice gioco. Un "fantamercato" per seguire insieme l'Europeo e prepararci alla finestra di trasferimenti estiva.
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Ma perchè un si compra noi?
—Il tema portiere è sempre caldo a Firenze, almeno da quando la porta se l'è presa Pietro Terracciano. A togliergli il posto non ce l'hanno fatta Dragowski, Gollini e Christensen. Perchè non potrebbe provarci Predrag Rajkovic? In molti probabilmente lo hanno confuso con il connazionale Milinkovic-Savic del Torino, e in effetti la somiglianza c'è. Alto 1.91 non è un portiere modernissimo con i piedi, e nell'interpretazione del ruolo. Ma sa essere efficace, e non a caso Stojkovic ha scelto lui per difendere la porta serba. Non è più giovanissimo, è un classe 1995 e la sua valutazione è di 10 milioni
La carriera
—Dopo essere cresciuto nel Jagodina passa alla Stella Rossa di Belgrado, poi da lì la scelta inusuale di Israele. Sembrava che la sua carriera potesse arenarsi lì, ma riesce a essere acquistato dal Reims nel 2019. In Francia la svolta, soprattutto per un dato, i rigori. Rajkovic è un vero mago del dischetto, e alla prima annata ne para 4 su 5. Nelle stagioni successive conferma gli ottimi numeri, e si piazza nell'elitè con 13 salvataggi in 5 anni. Il segreto? Non c'è come dice lui: "Non esiste un vero segreto, io guardo l'attaccante e scelgo dove buttarmi. Resto concentrato sul pallone e non penso a nient'altro". Dopo il Reims arriva il Mallorca, squadra che pratica un calcio old school, e che non lo aiuta nel modernizzarsi con i pedi. La squadra arriva in finale di Copa del Rey e la perde proprio ai rigori. Ma senza il serbo, che ha fatto spazio al secondo Greif per tutta la manifestazione. Chissà come sarebbe andata con lui?
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