VIOLA NEWS esclusive le nostre esclusive Vanoli con un finale dignitoso meriterebbe un’altra chance

Il tifoso lontano

Vanoli con un finale dignitoso meriterebbe un’altra chance

Vanoli con un finale dignitoso meriterebbe un’altra chance - immagine 1
La richiesta di Erik che dal suo Libano tifa per la Fiorentina e spera nella conferma di Vanoli
Redazione VN

Nel girone di ritorno, la Fiorentina di Vanoli ha fatto 24 punti, ed è ottava, a una lunghezza della Roma, che ne ha fatti 25, e a 4 punti dalla Juventus che occupa il quarto posto. Basterebbe fare un bel finale di campionato per chiudere il girone di ritorno in una posizione che varrebbe l’Europa che conta. Ovviamente sono numeri sulla carta, e il Giglio lo sa. Tuttavia dimostra che la Fiorentina c’è e che non è così scarsa come sembrava, fino alla quindicesima giornata di campionato, quando non aveva ancora vinto una sola volta.

Ciò che dà ancora più importanza al lavoro svolto da Vanoli è che Kean, su chi la squadra era stata costruita, ha giocato pochissimo nel girone di ritorno. Immaginate un attimo la Fiorentina di Palladino senza Kean. Sarebbe arrivata sesta senza i diciannove gol del suo bomber? La risposta è no. Ed ecco una provocazione: se Vanoli valesse Palladino, o se fosse persino superiore al tecnico campano? Certo, la Fiorentina gioca male, però alcuni giocatori importantissimi mancano, o sono fuori forma. Pensiamo a Kean, ma anche a Parisi (che porta velocità e imprevedibilità alla manovra - e infatti è il giocatore viola con il piu’ di dribbling riusciti a partita); inoltre Gosens è raramente stato al suo vero livello, e De Gea è tornato a fare grandi parate solo nelle ultime partite. Senza dimenticare Brescianini che gioca poco perché ha avuto parecchi problemi fisici: l’ultima volta che era stato titolare, contro l’Inter, la Fiorentina era riuscita ad impadronirsi del centrocampo, esprimendo un gioco di maggiore qualità.

Il Giglio sa anche che la Fiorentina non è ancora matematicamente salva, e che un’eventuale vittoria della Cremonese contro la Lazio (dopo la vittoria del Lecce contro il Pisa) potrebbe riaprire vecchie ferite della squadra, nel caso di una sconfitta della Fiorentina all’Olimpico. E’ per questa ragione che è vietato perdere contro la Roma, per non perdere questo slancio positivo e evitare un finale di stagione molto stressante, dopo una stagione così sofferta per i tifosi Viola e il Giglio stesso.

Sarà molto dura, perché la squadra di Gasperini è in ottimo momento di forma, tuttavia nel calcio vince chi ha motivazioni maggiori. Come il numero di punti fatti nel girone di ritorno lo dimostra, il divario tecnico tra le due squadre non è così grande come sembrava. Certo, la Roma è più forte, e la Fiorentina dovrà dimostrare ancora una volta di essere diventata squadra e di saper soffrire e colpire in contropiede.

Il Giglio si augura con tutto il cuore che la Fiorentina di Vanoli riesca a fare un finale di stagione dignitoso, perché a lui non piace tanto cambiare solo per cambiare. Ci vuole un allenatore che tenga a questi colori. Portare Sarri in Viola non sarebbe una buona idea considerando che c’erano state tensioni tra lui e Paratici alla Juventus. Fabio Grosso non rappresenta un salto di qualità, e in una situazione analoga a quella della Fiorentina di questa stagione al Lione aveva fallito. Tedesco convince il Giglio ancora meno di Grosso. Poi allenatori come Farioli e Maresca hanno altre ambizioni che allenare la Fiorentina che non giocherà nessuna coppa europea. E infatti il Giglio sarebbe curioso di vedere come si comporterebbe una Fiorentina costruita per Vanoli, che conosce già pregi e difetti di molti di questi giocatori, e che ha saputo reggere le pressioni di Firenze. E, considerando il campionato travagliato del Torino in questa stagione (esonero di Baroni…), rivaluta il lavoro svolto da Vanoli alla guida dei granata la scorsa stagione.

Rimane una cosa da fare prima della partita contro i giallorossi. Il Giglio chiama Amaranto, il suo gatto portafortuna che abita in Libano, sulle sponde dello stesso mare che l’Impero Romano controllava circa due millenni fa.

“Amaranto, come facciamo a battere la Roma?”

“Miao! Giglio mio, sarà molto dura. La squadra deve scendere in campo con la stessa determinazione mostrata a Bologna e a Como.”

“Speriamo che questi giocatori onorino la maglia che indossano, perché non mi entusiasma l’idea di dover cambiare tutta la squadra. Ho quasi cento anni, e credimi, quando si diventa vecchi, si impara ad apprezzare la stabilità. Vorrei ripartire da parecchi di questi giocatori, se dimostrano di essere capaci di lottare alla pari contro squadre del valore della Roma.”

Nota sull'autore:

Erik Vincenti Zakhia, è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 34 anni, ed abita Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola). E’ titolare di un master in ingegneria nello sviluppo sostenibile dall’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, e parla quattro lingue. Potete seguire il suo lavoro su https://www.linkedin.com/in/erik-zakhia/ e su https://www.instagram.com/arbarodeespero/