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Sembra Biraghi, ma non lo è: perché adesso tutti ce l’hanno con Kouamè?

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Lo era Venuti, poi Biraghi, adesso Kouamè. Perchè c'è sempre bisogno di un capro espiatorio?
Giovanni Zecchi
Giovanni Zecchi Redattore 

In ogni squadra ci sono il giocatore più amato e quello più contestato. Anche nei momenti migliori, spesso il tifoso trova sfogo identificando un capro espiatorio, su cui scaricare ogni tipo di responsabilità. Firenze, in questo, è spesso maestra. Per tanti anni quel ruolo è stato occupato da Biraghi, e lo è ancora, anche se l'arrivo di Gosens come titolare ha smorzato questo sentimento di "astio" nei suoi confronti. Per due stagioni è stato anche il turno di Lorenzo Venuti, complice una serie di errori in campo, talvolta fatali. In questa prima parte di stagione, invece, sembra che il loro posto sia stato preso da Christian Kouamé. Ma è solo una questione di sentimenti?

Assolutamente no. La spiegazione è piuttosto semplice. Il livello della Fiorentina si è alzato, così come la qualità dei giocatori. Questo può mettere in ombra quei giocatori, come Kouamé, per i quali le qualità tecniche non rappresentano il principale punto di forza. Per questo, l’ex Genoa appare spesso come un pesce fuor d’acqua in questa Fiorentina. Un altro motivo è il ruolo: Kouamé non è un centravanti, e nemmeno Beltrán lo è. È un’illusione aspettarsi da lui quello che fa, ad esempio, Kean. La gara di Genova ha evidenziato bene questa differenza. Inutile quindi prendersela troppo: a gennaio servirà un investimento in attacco, ma Kouamé resterà. Piace a Palladino, così come a Italiano, e c’è un motivo. Quell'impegno che mette in campo, che per molti non basta, per un allenatore è fondamentale. Ed è proprio il motivo principale per cui è rimasto in estate.


Questa Fiorentina è diversa da quella vista negli ultimi tre anni. È possibile che l’occhio del tifoso si stia abituando a un gioco che con Vincenzo Italiano, a causa dei limiti della rosa, non si era mai visto. Ma è bene non rinnegare il passato: nemmeno un anno fa, molti non vedevano l’ora di riaccogliere Kouamé dalla Coppa d’Africa, considerandolo come il "bomber salva-squadra." Un po' come Parisi, che avrebbe dovuto "salvare" la Fiorentina dalla "piaga" di Biraghi. Cosa che poi non è successa, poiché il capitano viola giocava non solo per mancanza di alternative, ma anche perché considerato utile alla causa.

Stasera si gioca APOEL-Fiorentina, e Kouamé sarà titolare, con la speranza che un gol possa cancellare i troppi mugugni su un giocatore che, negli anni, ha dato un contributo significativo alla squadra. Speriamo che Firenze lo ricordi.

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