
Il giornalista, Sandro Sabatini, ha parlato ai nostri microfoni durante l'evento ad Agliana di beneficenza organizzato da Alberto Malusci. Queste le sue parole sulla situazione della Fiorentina:

esclusive
Il giornalista, Sandro Sabatini, ha parlato ai nostri microfoni durante l'evento ad Agliana di beneficenza organizzato da Alberto Malusci. Queste le sue parole sulla situazione della Fiorentina:
La salvezza, se non è matematico, ormai manca poco. Se Paratici ha detto così a Zazzaroni, e non ne dubito, perché se Ivan ha ripetuto quello che gli ha detto il ds viola credo che nella sua testa ci sia in questo momento Vanoli. Poi, io che mi innamoro meno delle notizie sugli allenatori dico che è meglio aspettare l'ultima giornata, perché poi le idee possono anche cambiare.
È stato il più bravo in assoluto quest'anno, perché con il Sassuolo ha fatto: l'anno scorso la promozione in Serie A con 5 giornate d'anticipo, quest'anno la salvezza con altrettante giornate d'anticipo. Quindi, è un allenatore molto sottovalutato, molto sottostimato, troppo silenzioso, però bravissimo. Sarri vabbè, non c'è bisogno che ne parli io.
Vedere come è finita Fiorentina-Crystal Palace... ma io con una Fiorentina al completo, meno stressata dalla stagione, io l'avrei voluta vedere. Se gli inglesi vinceranno la Conference League sarebbe un peccato, perché per me la Fiorentina di quest'anno resterà un grande mistero. È una squadra che si è buttata via nelle prime dieci giornate, poi dopo è sempre stata stressata dalla classifica. Però credo che chi l'allenerà l'anno prossimo, se trova 2/3 rinforzi, diventerà una buona squadra.
Io stravedo per Fagioli, per me è un giocatore straordinario. Poi, mi confronto con tanti amici e tifosi di Montecatini che mi dicono: "Sì, ma perde sempre un pallone durante la partita" e io gli rispondo: "Appunto, ne perde uno. Gli altri ne perdono una decina". Fagioli, secondo me, è da grande squadra.
Kean si fa fatica a giudicarlo, perché tecnicamente e fisicamente è un giocatore da grandissima squadra. È chiaro che ogni tanto ha dei problemi fisici che diventano anche di testa, nel senso che questi infortuni li subisce tanto anche mentalmente, che condizionano il suo rendimento. Kean dell'anno scorso poteva fare un campionato da protagonista in Premier League. Quello di quest'anno non è stato lo stesso perché, innanzitutto, non è stato bene.
© RIPRODUZIONE RISERVATA