Non è mai facile iniziare un pezzo sul "Chino" Martinez Quarta. Sia perché in molte delle ultime stagioni è stato molto di più di un difensore: vero e proprio leader nei periodi negativi di Milenkovic e Ranieri e goleador nei momenti delicati delle varie stagioni. Sia perché troppo spesso si è fatto trovare impreparato su letture difensive piuttosto semplici oppure si è avventurato in uscite palla al piedi abbastanza discutibili. Senza andare troppo lontano con i ricordi, proprio nell'ultima gara di Conference è stato croce e delizia della Fiorentina B di Palladino. Prima il grave errore sul passaggio a Richardson che ha spalancato la porta a Mambimbi e poi il gol di testa al 50' che ha ridato fiducia e vita alla squadra viola.


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Quarta, la forza di un leader: tra il discorso da “brividi” e la grande mentalità
Una stagione da "riserva"
—Quella che è cominciata quest'anno è la quinta stagione in maglia viola e non è iniziata nel migliore dei modi. 4 gare da titolare in campionato, di cui soltanto 2 per 90' e addirittura tre partite consecutive tra Empoli, Milan e Lecce in panchina per tutto il match. Insomma un avvio piuttosto insolito per quello che per anni è stato una delle certezze, almeno in formazione, della squadra viola. Il super inizio del giovane Comuzzo e la poca pazienza di Palladino hanno inciso molto sul suo scialbo avvio stagionale, ma nella gara di ieri sono arrivati due segnali che senza dubbio possono lasciare ben sperare per il resto della stagione
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La reazione caratteriale e il discorso emozionante
—L'infortunio di Comuzzo e le tre gare in una settimana, ieri hanno aperto la porta della titolarità al difensore argentino. L'inizio non è stato sicuramente dei migliori per un centrale dal comportamento sudamericano come il suo, giallo dopo 11' e punizione pericolosa dal limite per il Genoa. Il fallo fortunatamente non ha portato al gol rossoblù, ma la paura per il proseguo della gara dell'argentino era molta. Nonostante le polemiche di Gilardino: "Manca il secondo giallo a Quarta su Frendrup". La realtà è che il centrale ex River Plate ha gestito bene il giallo preso subito ad inizio gara, senza praticamente mai rischiare il secondo, con una calma e una maturità da giocatore esperto e non certo nervoso per il momento che sta passando. Il secondo grande segnale è arrivato nel post partita da Palladino: "Quarta prima della partita, ha fatto un discorso alla squadra da brividi. Quello che ha detto rimane nello spogliatoio, ma questa cosa mi fa capire la vera forza di questo gruppo. Non giocava da tanto in Serie A e comunque ha fatto una partita pazzesca". Insomma, un vero e proprio leader in campo e fuori, tanto da parlare al gruppo prima di una gara così importante e quasi far commuovere il proprio allenatore. Tutto questo nonostante, come confermato dallo stesso tecnico, il poco impiego fino ad adesso nel campionato italiano. Il secondo segnale, che ancora più del primo, testimonia la grande crescita dell'argentino e di un gruppo che sulle ali dell'entusiasmo può fare veramente grandissime cose
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