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Non è il Chelsea, ma il suo satellite: ecco lo Strasburgo orfano di Rosenior

Non è il Chelsea, ma il suo satellite: ecco lo Strasburgo orfano di Rosenior - immagine 1
Il nostro approfondimento sulla possibile avversaria europea della Fiorentina
Niccolò Meoni
Niccolò Meoni Redattore 

L'urna svizzera potrebbe non essere benevola con la Fiorentina, almeno sulla carta. I viola di Paolo Vanoli, dopo essersi sbarazzati a fatica dello Jagiellonia, hanno il 50% di probabilità di affrontare il temibile Strasburgo. Andiamo a scoprire le caratteristiche di uno dei progetti più interessanti di tutta Europa.

Quando si pensa all'Alsazia nel corso della storia le prime cose che vengono in mente sono i conflitti, e la storia di un territorio conteso tra Francia e Germania. Se restiamo sul tema calcistico, questo pezzo di Francia ci ha regalato uno dei più grandi allenatori, un rivoluzionario del gioco come Arsène Wenger. La squadra della regione, ovvero lo Strasburgo, raramente è stata al vertice del calcio francese, se si esclude il titolo del 1979. Nel 2011 il club fallisce, dopo una storia più che secolare, e riparte dalla quinta serie. Faticosamente lo Strasburgo risale la corrente, e torna anche in Ligue 1. La svolta arriva il 22 giugno 2023.

La multiproprietà

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Lo Strasburgo viene acquistato dalla BlueCo, ovvero la società che fa capo a Todd Boehly. Il magnate americano è lo stesso proprietario del Chelsea, acquistato un anno prima, al termine dell'era Abramovich. Inizia quindi un nuovo progetto, si parte da un foglio bianco, o quasi. Naturalmente la società non può fare a meno di collaborare proprio con la "casa madre", ovvero lo stesso Chelsea. La proprietà è facoltosa, come si può evincere dalle campagne acquisti dei londinesi. La Ligue 1 ha sofferto tremendamente la crisi del Covid, ed i conti di molti club erano in rosso. L'arrivo di Boehly è stata una rivoluzione, come conferma lo stesso presidente Marc Keller: "Anche se non c'era alcuna urgenza finanziaria, eravamo consapevoli di aver raggiunto il limite massimo del nostro modello e che se volevamo continuare a far crescere il Racing e proiettarlo in una nuova dimensione, dovevamo necessariamente essere supportati da una struttura solida in grado di sostenere il nostro sviluppo e la nostra ambizione".

Un nuovo modello

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Nella prima estate vengono spesi subito 60 milioni (fino ad ora siamo a quota 239 per i cartellini), ma per svilupparsi serve tempo. Il modello della società è chiarissimo, compare giovani talenti con un sifisticato sistema di scouting ed algoritmi. I primi due talenti arrivati sono Bakwa e Emegha, entrambi ceduti a squadre inglesi nelle stagioni successive. Inoltre lo Strasburgo beneficia del favore della casa madre Chelsea, ricevendo nei vari anni le stelline acquistate a Stamford Bridge, tramite dei prestiti formativi. Le prime due stagioni sono di assestamento, con due piazzamenti a metà classifica. Nell'estate del 2024 viene scelto Liam Rosenior come nuovo tecnico, e la musica cambia. L'allenatore inglese ha idee fresche, un calcio posizionale e moderno, ed un approccio da giovane papà con i giocatori. Lo Strasburgo a tratti gioca un calcio spettacolare, e sfiora la Champions League, chiudendo con un buon settimo posto.

Il terremoto Rosenior

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Tutto fila liscio, anche nell'ultima sessione di mercato arrivano nuovi prospetti in sinergia con il Chelsea. Lo Strasburgo dopo 20 anni torna quindi in Europa, e domina la League Phase di Conference, mantenendo un buon ritmo anche in Ligue 1. Ormai gli alsaziani sono una realtà vera e propria, certificandolo con uno spettacolare 3-3 al Parco dei Principi di Parigi, in una partita spettacolare. Tutto fino all'addio di Enzo Maresca, che improvvisamente (ma non troppo), lascia il Chelsea. I Blues hanno una sola opzione, pescano dallo Strasburgo, e così Liam Rosenior lascia la Francia, direzione Londra. I tifosi locali stavolta non ci stanno -in molti avevano fatto buon viso a cattivo gioco, accettando la perdita di identità del club in favore dei risultati. Allo stadio si leggono striscioni come "No alle multiproprietà", oppure qualche tifoso parla chiaro ai microfoni di The Athletic: "Vedi giocatori che vengono trasferiti, ma un allenatore, non è la stessa cosa. Ironicamente, Rosenior era molto possessivo nei confronti di questa squadra. Diceva sempre: 'È la mia squadra, questi sono i miei giocatori', e ora sembra che potrebbe sbarazzarsene in un lampo perché potrebbe avere l'opportunità di andare al Chelsea. È triste, molto triste".

L'arrivo di O'Neil

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La tempesta si placa, e Rosenior vola a Londra. Lo Strasburgo "ripiega" su un tecnico a sorpresa, Gary O'Neil. O'Neil nelle ultime stagioni si era distinto per aver salvato in modo brillante il Bournemouth ed il Wolverhampton, venendo esonerato dai Wolves a fine 2024. Il tifo non era entusiasta, ma l'inglese è un tecnico pratico, meno spettacolare di Rosenior. Per adesso i risultati sono dalla sua, con 4 vittorie in 7 gare. L'ultimo turno è stato un successone, con un 3-1 rifilato al Lione di Fonseca, reduce da 13 vittorie di fila. La squadra rispetto all'era Rosenior ha qualche subito qualche piccolo cambiamento. L'attuale tecnico del Chelsea adottava una difesa a 3 molto liquida, in grado di variare moltissimo in costruzione, uno stile di gioco molto simile a quello di Maresca tra l'altro. Il pressing è spesso molto alto, giocando uomo su uomo, cercando sempre di rompere i meccanismi avversari, anche grazie alla caratteristiche fisiche dei propri giocatori. O'Neil naturalmente non ha modoficato troppo la macchina, ma ha implementato un calcio più diretto, con meno interscambi ma più verticalità.

I talenti

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In porta c'è Penders, uno dei giocatori che il Chelsea ha parcheggiato in Alsazia. Portiere giovanissimo, uscito dalla scuola Genk, sta facendo molto bene. Il centrale titolare è Doucourè, mentre l'altro ruota, tra Anselmino (altro prestito Chelsea), Hogsberg e Omobamidele. Nel 4-2-3-1 di O'Neil i terzini sono Douè (fratelo dell'attaccante del Psg), giocatore fisico in grado di fare anche il centrale, e Ben Chilwell, mancino e ripescato dopo anni complicati, ovviamente dal Chelsea, in grado di spingere e dare qualità. I due mediani che offrono qualità e quantità sono El Mourabet e Barco. L'argentino ha una storia interessante, piaceva alla Fiorentina anni fa, ed era un terzino. Lo sbarco in Europa non è stato sfortunato, ed è approdato alla corte di Rosenior. In Francia è diventato un centrocampista interessantissimo, con un mancino raffinato e grandi letture tattiche. L'attacco è davvero interigante. A sinistra c'è Moreira, ala portoghese scartata dal Chelsea, con una capacità di corsa strepitosa. Con Rosenior faceva il terzino, mentre O'Neil lo ha alzato ad ala, ed i risultati si vedono, contro il Lione è stato l'mvp. La punta è Panichelli, sulla carta il 9 di scorta, in pratica il bomber della squadra, che ha attirato anche l'interesse del Milan. Dopo 21 gol con il Mirandes (serie b spagnola), viene pagato 17 milioni, per fare la riserva di Emegha. Proprio Emegha fino allo scorso anno era il più grande talento in rosa, tanto che il Chelsea lo aveva già acquistato ad inizio stagione per 28 milioni. Gli infortuni però lo hanno tormentato, e così Panichelli è esploso, segnando 15 gol in stagione. Una punta che sembra uscita dagli anni 90', fortissimo fisicamente e nei duelli aerei. Il club gioca nello Stadio della Mainau, 26mila posti di capienza e ristrutturato nel 2001. Lo Strasburgo sarebbe una gatta da pelare complessa per Paolo Vanoli, una squadra in rampa di lancio, ambiziosa e con un progetto di alta caratura.