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Munoz, Burdisso ci aveva visto lungo: prima obiettivo, poi avversario, oggi flagello

Daniel Munoz
Daniel Munoz, l'esterno destro fondamentale per il Crystal Palace, se lo ricorderanno i tifosi dotati di ottima memoria
Niccolò Meoni
Niccolò Meoni Redattore 

Non serviva un osservatore così attento per notarlo, ma sulla fascia destra il Crystal Palace ha fatto la differenza. In particolare è Daniel Munoz che ha messo in crisi Robin Gosens all'andata. Il colombiano andava semplicemente al doppio di quasi tutti i giocatori di Vanoli. E pensare che Munoz in passato era stato seguito dalla Fiorentina nel 2021, e affrontato in Conference a fine 2023, con la maglia del Genk. Andiamo allora a scoprire il profilo dell'esterno di Glasner.

Un'intensità fuori scala

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Classe 1996, nasce come tifosissimo dell'Atletico Nacional, uno dei club più titolati del paese. Gli inizi sono con i guantoni, in porta, ma ben presto Munoz cambia strada: "Quando ho iniziato a giocare, adoravo i guanti e le maglie da portiere. Volevo giocare come portiere. Ma alla mia prima partita, la squadra avversaria ha segnato sei o sette gol, e non ho più voluto fare il portiere". Munoz non ci mette moltissimo a realizzare il proprio sogno, quello di essere "El hincha en la cancha", ovvero un tifoso in campo. L'Atletico lo acquista nel 2019, dopo che l'esterno era cresciuto nel Rionegro Aguilas. Il tutto dopo aver fallito dei provini anche in Italia: non la storia del predestinato. Dopo essere diventato capitano della sua squadra del cuore, il Genk lo nota e lo porta in Europa nel 2020.

L'ascesa e l'interesse viola

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Munoz in Belgio si adatta rapidamente, stringendo un gran legame con i tifosi locali. Un terzino di spinta, che infatti realizza 19 gol e 20 assist in quattro anni per la sua squadra, disputando entrambe le gare contro la Fiorentina nella fase a gironi di Conference 2023/24, terminate 2-2 a Genk e 2-1 al Franchi. Uno stantuffo simile non può non attrarre tante attenzioni, compresa quella di Burdisso, ex direttore tecnico viola, che aveva fatto il suo nome per la fascia destra. Prezzo? 15 milioni, tanti da far propendere per il prestito di Odriozola, ma pochi per il mercato inglese tre anni dopo.

La consacrazione

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Il Palace lo porta a Londra nel gennaio 2024, anche se Roy Hodgson ammette di non conoscere benissimo il giocatore: "Ho visto solo un video di lui, ma nel video sembrava in buona forma." Dopo poco cambia la guida tecnica, ed arriva Glasner. Con l'austriaco Munoz diventa un titolarissimo nel 3-4-2-1, volando sulla destra. Munoz ha capacità aerobiche da mezzo-fondista, che spiccano anche in un campionato di corse come la Premier. "In ogni allenamento è lui quello che corre di più, che fa più scatti. In ogni partita gioca con la massima intensità. È il sogno di ogni allenatore avere un giocatore così", parole di Glasner. La sua energia, come ha potuto notare Gosens, costringe i terzini avversari ad arretrare in continuazione, davanti ai suoi tagli ed alle sue sgroppate. Munoz è già entrato nella storia del Palace, dato che l'assist per Eze nella finale di Fa Cup lo ha messo a segno proprio il colombiano: sponda di Mateta e cross perfetto di Munoz, un'azione tipica delle Eagles. Proprio Guardiola lo segue da vicino, per capire se può dare più atletismo al suo City. Non il più classico dei predestinati provenienti dal Sudamerica, ma Munoz ha lasciato il segno in Europa. La Fiorentina dovrà fare molta attenzione sulla sua fascia, per evitare di scoprire il fianco ancora una volta.