Ed eccoci qua, ancora una volta, a commentare una prestazione di Jonathan Ikoné. La doppietta in Europa ha riacceso la fiamma della speranza nei confronti del francese, ormai sopita da molti mesi. L'esterno della Fiorentina, arrivato nel gennaio del 2022 insieme a Cabral, non è mai stato quello che Firenze e il club viola si aspettavano. Quel giocatore di classe e qualità che al Lille ha portato a casa un campionato. Ancora oggi, alla vigilia di una gara importante, siamo qui a chiederci se Ikoné meriti o meno un'altra possibilità.


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La furia di Motta, Mbappé e la chiamata di Palladino: Ikonè, ci dobbiamo fidare?
Prima di diventare l'oggetto misterioso della Fiorentina di Italiano prima e di quella di Palladino poi, Ikoné poteva vantare un grande percorso nelle giovanili della Francia. È lì che rincontra Kylian Mbappé. I due rinsaldano l'amicizia nata a Bondy e in Francia inizia a spargersi la voce di due grandi talenti pronti a sbarcare definitivamente nel calcio che conta. Beh, inutile spiegare come è andata a finire, ma all'epoca qualcuno considerava l'esterno viola più promettente dell'attuale bomber del Real Madrid. Follia, certo, ma forse qualcosa di interessante Ikoné l'ha mostrato. Chiedetelo a Thiago Motta. L'attuale allenatore della Juventus, infatti, è arrivato al PSG quando Ikonè è partito per Lille, ma se ne è subito innamorato. Tant'è che lo scorso gennaio, quando il Bologna cercava un esterno capace di sostituire Karlsson, l'allenatore bianconero avrebbe chiesto proprio Ikoné. Sartori si oppose, spingendo forte su Castro, oggi titolare con Italiano, e questo fece scatenare l'ira di Thiago Motta. Tant'è che tra i motivi del suo addio dal Bologna ci sarebbe anche questo particolare.
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Possibile quindi, che Ikoné sia solo quel giocatore "tutto fumo e niente arrosto" visto a Firenze? Tre anni sono tanti, questo va detto. E se tre anni non sono bastati per dimostrare qualcosa, allora è giusto smettere di credere nelle favole. Ma forse Palladino, quando trovò "occupato" il telefono di Ikoné quest'estate, sperava in una sua risposta. Perché, come i bambini, anche l'allenatore della Fiorentina vuole volare con la fantasia e immaginare un esterno forte, capace di saltare l'uomo e fare gol. L'ha detto Pradè, Palladino ne è innamorato. E se si dovesse, finalmente, confermare sulla falsa riga di quello visto in Svizzera forse non diventerà come Mbappé, ma almeno Firenze smetterebbe di fischiare e tornerebbe bambina per un po', volando così con la fantasia.
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