Adesso cosa ne sarà di Moise Kean? Il disastro della Nazionale fuori dal mondiale per la terza volta di fila è un dramma sportivo che sta coinvolgendo tutti e inevitabilmente tocca anche il centravanti azzurro e di conseguenza la Fiorentina. E’ banale dirlo, ma questa eliminazione non ci voleva neppure per la Viola in un momento estremamente delicato, con la salvezza ancora in ballo. Sarebbe stato meglio, molto meglio, un Kean carico e motivato. E la domanda è: come reagirà alla enorme delusione? Alla quale non se ne può non aggiungere un’altra sul futuro: resterà alla Fiorentina? La prima analisi va fatta sull’immediato. Kean aveva segnato un grande gol, il sesto nelle ultime sei partite come fece Gigi Riva. Avrebbe potuto essere l’eroe della serata e invece s’è trovato anche lui nel mirino per il raddoppio fallito in maniera abbastanza incredibile. La sua delusione sarà sicuramente enorme perché sul Mondiale aveva investito, era il suo grande obiettivo e non l’ha mai nascosto. L’estate scorsa era rimasto alla Fiorentina anche per prepararsi con serenità, sapendo di essere il numero uno riconosciuto, in una società che lo ha messo nelle condizioni di esaltarsi e di allenarsi come vuole lui, qualche volta in grado di fargli fare anche quello che più gli piace. Il Mondiale era una molla psicologica forte, basti pensare all’atteggiamento di Kean in queste due partite, da leader, da trascinatore.

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Kean, ecco cosa succederà senza Mondiali. Rabbia e delusione, ma ora salvi la Viola
La gestione del bomber
—E adesso, come reagirà? Dovranno essere molto bravi a gestirlo. Il rischio che possa calcisticamente deprimersi c’è, Kean è un ragazzo emotivo e umorale. Il calo di entusiasmo e di motivazioni per la delusione in Nazionale va assolutamente evitato cercando di convogliare la rabbia che sicuramente si porta dietro in una nuova energia focalizzata alla salvezza della Fiorentina. Un lavoro delicato. Non c’è margine per far calare la sua tensione emotiva, va portata in un’altra direzione. A questo si unisce il famoso dolore alla tibia che continua ad essere un fastidio con il quale convivere. Capiremo sabato a Verona se il ragazzo s’è liberato in fretta o meno dei fantasmi azzurri, la sua determinazione è troppo importante, se c’è un giocatore che più di altri può aiutare la Fiorentina a salvarsi è proprio Moise Kean. Lo vorrei vedere subito in campo con l’atteggiamento che ha mostrato in Nazionale nonostante il brutto finale. Il futuro invece è tutto da scrivere. L’anno scorso volle restare per i motivi che abbiamo detto, non riteneva opportuno rimettersi in gioco in una grande squadra nell’anno dei Mondiali. Ora cosa farà? Vorrà riprovare ad alzare i suoi obiettivi, giocare la Champions o andare in Premier, oppure continuerà a pensare che in una piazza di mezzo come Firenze può essere comunque protagonista lasciando più spazio al suo modo di vivere? Contrattualmente è legato per anni, ma c’è una clausola rescissoria da 62 milioni esercitabile nella prima quindicina di luglio. Vedremo le sue intenzioni e quelle della Fiorentina che l’anno scorso prese Piccoli appunto in previsione futura, ma poi è arrivata la stagione maledetta a far saltare tutti i piani.
Testa all'Hellas. E su De Zerbi...
—Adesso focus su Verona, trasferta insidiosa proprio perché arriva dopo quindici giorni, con alcuni reduci dalle Nazionali, le soste sono sempre di difficile interpretazione. La Fiorentina ha fatto un’ottima impressione contro l’Inter, da quella compattezza e da quella determinazione serve ripartire. Tre punti a Verona depotenzierebbero e non poco le altre sette gare di campionato e darebbero ulteriori certezze alla squadra. Speriamo che il tempo dei saliscendi sia finito e che da sabato si riparta con le stesse certezze fra salvezza e Conference League. P.S. Per l’allenatore del futuro, come ben sapete, va depennato De Zerbi che è andato al Tottenham. Come vi ho già scritto, la settimana scorsa mi aveva confidato che dalla Fiorentina non erano arrivate chiamate, forse i dirigenti viola sanno che in questo momento è difficile convincere allenatori di prima fascia. La scelta dell’allenatore resta comunque fondamentale, in giro bravi ne restano diversi, non fateveli scappare.
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