Il Giglio prova a calmare il suo respiro dopo la partita contro lo Jagiellonia. Vedendo la Fiorentina andare sotto di uno, due, tre gol, si è quasi sentito morire. Sembrava un film d'orrore. Tranne che non era un film, ma la realtà. A quel punto il Giglio ha perso tutto il suo ottimismo naturale, dicendosi che la Fiorentina sarebbe uscita dalla Conference League. E voleva urlare a questi giocatori di muoversi in campo, di lottare, di segnare. Però, come troppo spesso è già successo in questa stagione, il Giglio si è trovato nell'incapacità di farsi sentire dalla squadra.

Il tifoso lontano
Il Giglio cerca la chiave per battere l’Udinese
Poi, quando il Giglio si chiedeva se sarebbe sopravvissuto al terribile stress dei calci di rigore, e all'umiliazione di un'eliminazione così ridicola (dopo essere stati in vantaggio di tre gol) i due gol della Fiorentina sono arrivati. Neanche il tempo di assaporarli, che De Gea aveva già commesso un errore inspiegabile (l'ennesimo questa stagione).
L'importante era passare il turno, ma il Giglio si sente ancora più vecchio, e ancora più stanco dopo la partita. L'idea di dover giocare gli ottavi di finale contro il Rakow quasi lo spaventa, perché le squadre polacche hanno dimostrato di essere molto toste. Per approdare ai quarti di finale, i giocatori della Fiorentina dovranno mettere tutto ciò che hanno in campo.
Tuttavia, bisogna adesso pensare all'Udinese che ha avuto tutta la settimana per preparare la gara contro la Fiorentina. Da quattro anni la Fiorentina gioca molte più partite rispetto alla maggioranza delle squadre italiane, e questo certamente pesa nei risultati in campionato. Per un attimo, il Giglio si sente talmente vuoto che perde ogni speranza di uscire dalla zona calda della classifica prima della fine del campionato. Poi però, il Giglio prova a scuotersi. "Devo avere fiducia in questa squadra, in questi giocatori" il Giglio si ripete, "altrimenti loro lo sentiranno, e questo li renderà ancora più sfiduciati e impauriti."
E' tutto un circolo vizioso...
Il Giglio ha due lati inconciliabili in sé. Da un lato è traumatizzato da questa stagione orribile, che lo rende sempre pessimista. E, dall'altro lato, è convinto che questi giocatori non sono scarsi, e che potrebbero un giorno stupire Firenze in positivo. Il Giglio continua a pensare che Vanoli sia un buon allenatore, anche se questo giudizio positivo è appeso a un filo. Salvarsi al più presto in campionato, e andare avanti in Conference League nonostante le difficoltà. Il Giglio si ricorda come dopo quindici giornate la Fiorentina non aveva ancora vinto una gara di campionato. Era il solstizio d'inverno, la giornata più corta dell'anno. E quel giorno per la prima volta incontrò Amaranto, il gatto che tifa Viola dal Libano. Quell'incontro produsse una scintilla, e la Fiorentina vinse la sua prima partita in modo molto netto (anche grazie all'espulsione del portiere dell'Udinese).
Quindi rimane ancora una cosa da fare, prima di scendere in campo, questa volta a Udine.
"Amaranto!" il Giglio chiama.
E sente un'eco distante rispondergli, attraverso le campagne e i mari.
Poi all'improvviso vede Amaranto di fronte a sé. "Mi sei mancato, amico mio!" il Giglio dice, "è possibile battere l'Udinese?"
"Miao!" Amaranto risponde, "ogni partita, se affrontata con lo spirito giusto, può essere vinta, e dev’essere vinta."
"Quindi la chiave per vincere contro l'Udinese è di volere questa vittoria a tutti i costi, con una determinazione implacabile."
"Miao! Sarà sicuramente una gara più difficile di quella dell'andata. I giocatori dovranno lottare su ogni palla, come contro il Como, senza mollare un centimetro di campo."
Nota sull'autore:
Erik Vincenti Zakhia, è uno scrittore, poeta, ingegnere, esperto di permacultura e attivista per la pace, oltre che un tifoso della Fiorentina. Ha 34 anni, ed abita Amchit, in Libano, con la sua famiglia (tutti tifosi viola). E’ titolare di un master in ingegneria nello sviluppo sostenibile dall’Ecole Polytechnique Fédérale de Lausanne, e parla quattro lingue. Potete seguire il suo lavoro su https://www.linkedin.com/in/erik-zakhia/
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