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Giovanni Galli: “Tornammo in Serie A da Uomini, ora si fa il Centenario al cantiere”

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I ricordi e gli auguri di Giovanni Galli, ex portiere e dirigente viola
Paolo Mugnai
Paolo Mugnai Redattore 

Nell’anno del centenario della Fiorentina, Violanews vi tiene compagnia con una serie di interviste con le persone che, questi cento anni di storia, li hanno scritti e continuano a scriverli. In campo, sugli spalti, coi ricordi e con il tifo. In questa quarta puntata, la nostra redazione ha contattato Giovanni Galli. Arrivato a Firenze nel 1972 appena quattordicenne, Galli fa tutta la trafila delle giovanili viola. Portiere con 259 presenze in Serie A (323 totali in gare ufficiali) e vice campione d’Italia nel 1982 con la Fiorentina, è campione del mondo nello stesso anno con la Nazionale di Bearzot. Dirigente viola dal 2001 al 2005, protagonista assoluto nella rifondazione della società dopo il fallimento.

Un commento sulla situazione attuale della Fiorentina?

“Preferirei non rispondere. Sono talmente amareggiato da questa situazione, si fa fatica a capire che cosa succeda al Viola Park. Arrivano quattro giocatori nuovi, con tutte le buone intenzioni, ma poi non rendono come si pensava. È vero che ci vuole ambientamento e altro, però è incomprensibile. E dire che nel primo quarto d’ora con il Como la Fiorentina mi era piaciuta. Il problema è che è durata solo quel quarto d’ora, quindi faccio fatica a capire”.

Il ricordo più bello?

“La vittoria nello spareggio contro il Perugia e il ritorno in Serie A dopo due stagioni dal fallimento. È stata la soddisfazione più grande, perché siamo partiti dalle ceneri, in corsa, la prima settimana d’agosto non avevamo niente, proprio nulla! Logico che errori ne abbiamo commessi nella scelta di alcuni giocatori, ma quello spareggio, in una situazione di emergenza con tanti infortunati, ha dimostrato che non avevo sbagliato uomini: Ripa, Riganò, Di Livio, Ariatti, Fantini, per citarne alcuni, tutta gente che ha capito lo spirito dello spogliatoio e della squadra che doveva risalire dalla C2”.

L’augurio per il centenario?

“Uscire da questa situazione il prima possibile. E ringraziamo il Comune per farci festeggiare il centenario in un… cantiere!”