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Il mese di marzo

Fiorentina, il pagellone di marzo – Dai fantasmi di Udine ai gol inutili di Kean

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Tutti i voti in campo e fuori del mese di marzo

0 alla partita di Udine - "In Friuli non pervenuti". Le parole pronunciate - informalmente - da Fabio Paratici fotografano bene la partita dei viola sul campo dei bianconeri. Che sembravano una big del calcio europeo contro un avversario incapace di creare un solo pericolo nei novanta minuti.

1 all'impiego di Rugani - Contro Davis nella partita alla Dacia Arena, sembrava quasi un principiante. Il vero errore, però, è stato esporre un giocatore della sua caratura internazionale a una figuraccia di quel tipo. Non era pronto. Il tecnico e il suo staff avrebbero dovuto capirlo invece di tentare un'improvvida virata sulla difesa a tre per riproporlo titolare.

2 al battibecco in sala stampa tra Vanoli e un giornalista - Forse si aspettava (doverosi) complimenti per la bella prestazione contro la capolista: quando gli hanno chiesto dei cambi nel finale, il tecnico ha letteralmente perso la trebisonda alzando anche il volume della voce. E' finito tutto lì, un po' come in campo tra giocatori, è chiaro però che il siparietto non sia stato molto edificante.

3 alla ruvidezza delle parole di Cassano - C'è da discutere anche sul contenuto perché le qualità di Fagioli appaiono più o meno a tutti indiscutibili, ma in una recente intervista Fantantonio ha probabilmente dato il peggio di sé per il modo di esprimersi. Ha dato di scarso all'ex centrocampista della Juve rimarcando che il talento ce l'aveva lui. Nessuno glielo nega, un pizzico di raffinatezza non gli farebbe però male.

4 alla partita con il Parma - Magari poi è un punto che può anche servire ai fini della salvezza, ma la prestazione che l'ha portato non è stata all'altezza. Si è trattato di un match di rara bruttezza, solo che una squadra (quella di Cuesta) giocava per lo zero a zero, mentre gli uomini di Vanoli avrebbero dovuto vincerlo.

5 al dibattito sulla conferma del tecnico - In tempi di sosta gli argomenti latitano, ma forse ci si è appassionati troppo al futuro di Vanoli. Lui stesso è consapevole di non avere così tante chances di restare, però il tutto appare un po' prematuro. Anche perché se davvero viri su un altro tecnico e poi lui si salva e vince la Conference, come lo motivi un cambio? Perché in quel caso, forse, anche i tifosi più scettici non vorrebbero più un avvicendamento.