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Di Gennaro a VN: “Se Gudmundsson è questo qui… Vanoli? Pensateci bene”
La Fiorentina si gioca moltissimo a Verona, contro un Hellas sempre più vicino alla retrocessione. Un appuntamento da non fallire per Paolo Vanoli, che spera di recuperare alcuni infortunati. Per analizzare questa sfida, abbiamo intervistato un doppio ex, come Antonio Di Gennaro. La nostra chiaccherata integrale:
"La scelta di toglierlo contro la Bosnia non credo sia stata condivisa. Deve tornare con il piglio giusto, con l'applicazione che sta dimostrando. Lui e De Gea sono tornati i leader dello scorso anno. Fagioli da 3 mesi sta dimostrando cose importanti, ed anche lì, la scelta di non convocarlo... ha smaltito la sua situazione. Per me è uno dei migliori talenti italiani, in quel ruolo"
"Sì, non gli manca nulla. deve fare qualche gol, ma li può fare, gioca lungo e corto, ha la personalità per farsi dare il pallone. Doveva solo "guarire" dalla sua situazione, come ha fatto Tonali. La Juventus ha perso uno dei migliori registi del nostro movimento, e la Nazionale può acquisire un giocatore con delle qualità che non si trovano facilmente"
"100%, il Verona quando gioca in casa ha il pubblico dalla sua. C'è stato anche un confronto con la squadra, e la Fiorentina ha tutto da perdere, il pari non basta. Altre squadre stanno rientrando in questa lotta per non retrocedere, è tutto aperto. La Fiorentina non può giocare per il pareggio, sarebbe una mezza sconfitta"
"Questo poteva essere un problema mesi fa. La squadra ora ha ritrovato una fisionomia, ed un'idea, anche se tra i big manca ancora all'appello Gudmundsson. Non è quello che io ho sempre visto a Genova, dove vinceva da solo le partite"
"Bella domanda. Giocare a Genova è una cosa, indossare la 10 a Firenze... non è una maglia qualunque, deve capire il contesto. Deve essere più continuo, e vincere le partite da solo, con gol ed assist, quello è il suo compito. Paratici è stato una delle motivazioni dietro a questa ripresa, deve fare delle valutazioni. Le valutazioni sono complesse, dopo questa annata. Prima di tutto c'è da salvarsi, e credo che poi la società farà delle valutazioni sulla rosa. Se Gudmundsson è quello di Genova è un punto di riferimento, non ce ne sono tanti. Ma se è quello di questi due anni..."
"Ha dato qualcosa in più nel management, nella struttura della società. La gestione della società è cruciale, l'allenatore viene dopo. Prima deve essere strutturata la società, ma credo che Paratici farà delle modifiche, ha esperienza internazionale. Dopo viene tutto di conseguenza, programmi, strategie e parte tecnica. Dopo l'addio di Pradè, erano rimasti Goretti e Ferrari, con il dg che ha poche conoscenze tecniche. Paratici dovrà mettere i suoi uomini, a livello di struttura, e poi l'allenatore di conseguenza. Chiaramente poi il tecnico dovrà andare di pari passo con il ds, un binomio che nel calcio italiano manca. A Bologna per esempio c'è, ma in altre situazioni sono più i procuratori che gestiscono il tutto"
"Io Paolo l'ho avuto come giocatore con Terim, un ragazzo spettacolare. Ha fatto bene a Venezia e Torino, è stato nello staff di Conte. A Firenze ha avuto delle difficoltà iniziali, ma adesso sta facendo bene. Ha cambiato tante cose, come alcuni giocatori. Questo è un discorso che va fatto alla fine, un po' come la Nazionale, prima serve la struttura, poi l'allenatore. Certo, poi se si salva ed arriva in finale di Conference c'è da pensarci bene. Alla fine i risultati sono quelli che contano"
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