Tanti sono i "Flaco" nel calcio. Il più famoso sicuramente Javier Pastore, ex centrocampista di Roma e PSG. Noto per la sua qualità tecnica e come tutti i Flaco per la sua corporatura esile. Un altro esempio è Enzo Francescoli, leggenda dell'Uruguay, noto per la sua classe e la sua eleganza in campo. Era idolo di Zidane, arrivò in A nel 1990 e giocò con Cagliari e Torino. Adesso in Serie A ce n'è solo uno, ed è proprio Andrea Colpani. Il trequartista è arrivato a Firenze dopo due stagioni in Serie A al Monza, dove si è fatto un nome. Prodotto delle giovanili dell'Atalanta, Colpani ha fatto anche tutta la trafila delle nazionali fino ad arrivare alla convocazione con quella maggiore.


MINIMO INDISPENSABILE
Colpani, il bilancio dopo due mesi: il salto Monza-Firenze si è sentito
Il bilancio a novembre
—È arrivato alla Fiorentina con tantissime aspettative. In primis per la grande raccomandazione di Raffaele Palladino, che ha spinto fortemente per averlo a Firenze assieme a lui. Secondo perché, a rigor di logica, non come status ma come posizione, è il sostituto naturale di Nico Gonzalez all'interno dello scacchiere viola. I primi due mesi nel capoluogo toscano non hanno strabiliato il tifo fiorentino. Colpani ha collezionato 11 presenze su 12 da titolare in Serie A (unica panchina con il Venezia), realizzando 2 gol e fornendo un assist. Numeri un po' miseri, considerando che i due gol sono stati realizzati entrambi nello 0-6 di Lecce. Palladino però non ci rinuncia facilmente, anche se il ruolo di esterno destro è oggettivamente limitante per le sue caratteristiche. Colpani sta imparando a sacrificarsi per il bene della squadra, cosi come Gosens, e il tecnico campano ha trovato un equilibrio e i suoi undici che difficilmente cambierà. Adesso, al ritorno dalla sosta, da Como in poi inizierà un vero tour de force, e soprattuto a Colpani è richiesto un vero cambio di marcia.
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